Come studiare diritto costituzionale. Quali Manuali e Consigli usare

Sapere come studiare diritto costituzionale è il miglior modo per avvicinarsi a questa materia interessante e allo stesso tempo difficile.

Se cerchi una guida tradizionale, esci da questa pagina. Non troverai scritto come preparare diritto costituzionale in una settimana o in 5 giorni. Oppure non troverai riassunti di diritto costituzionale. Matrilex è un legal blog, non una vetrina di finte diete in poco tempo.

In questo articolo troverai:

  • consigli pratici sullo studio del diritto costituzionale;
  • argomenti che possono essere oggetto di domanda all’esame di costituzionale;
  • un ampio elenco dei migliori manuali di diritto costituzionale.

Sono un avvocato di diritto civile e internazionale, ho superato diritto costituzionale subito e con il massimo voto. Eppure ti dirò tutto quello che avrei voluto sentirmi dire io quando dovevo preparare l’esame di diritto costituzionale. L’obiettivo di questa pagina è quella di rendere lo studio più efficiente e produttivo.

Il manuale di diritto costituzionale ha una media di 580 pagine e bisogna saperlo studiare. Altrimenti il rischio è:

  • studiare tutto. Ma ovviamente “il tutto” sarà studiato in modo superficiale, compreso gli argomenti più importanti;
  • oppure studiare benissimo solo una parte degli argomenti, ma in modo casuale. Soprattutto se non sai quali sono gli argomenti più importanti di diritto costituzionale.

Andiamo al dunque! Ecco consigli pratici su come studiare diritto costituzionale.

Perché molti studenti non sanno come studiare diritto costituzionale

Lo spiego con un esempio. Parecchi studenti perdono tempo a studiare alcuni argomenti come la Commissione europea. Pensano che sia un argomento importante. E in effetti lo è, ma non per superare l’esame di diritto costituzionale. Infatti la Commissione europea è un argomento principale in Diritto dell’Unione Europea (cioè in un’altra materia).

Ecco perché la parte di diritto dell’Unione Europea va studiata velocemente… Come altre parti del libro che dirò dopo.

Perché l’esame di diritto costituzionale va superato subito

L’esame di diritto costituzionale è propedeutico alle seguenti materie:

  • diritto del lavoro;
  • istituzioni di diritto pubblico;
  • diritto amministrativo;
  • diritto tributario;
  • diritto internazionale;
  • diritto dell’Unione europea;
  • diritto processuale civile;
  • diritto penale;
  • diritto processuale penale.

Questo significa che non è possibile sostenere gli esami delle materie sopra elencate senza prima aver superato l’esame di diritto costituzionale.

Non è bene neanche perdere troppo tempo per studiare diritto costituzionale. Infatti è molto più importante preparare meglio l’esame di diritto privato.

Ovviamente, se hai l’ambizione di partecipare a concorsi pubblici dopo la laurea, il voto è fondamentale. Ma se miri alla libera professione, le cose stanno diversamente.

Lezioni di diritto costituzionale: conviene seguirle?

No.

Le lezioni di diritto costituzionale, in genere, coincidono con quelle di diritto privato. Il mio consiglio è quello di seguire le lezioni di diritto costituzionale solo occasionalmente, per avere familiarità con il linguaggio utilizzato dal professore. Oppure di non seguire le lezioni.

Risulta molto più utile seguire le lezioni di diritto privato.

Ottimizza il tuo tempo. Devi essere produttivo. Determinato nelle scelte.

Del resto, non si possono seguire tutte le materie. La vita è fatta di scelte.

Perché andare a vedere gli esami di diritto costituzionale degli altri

Il vero metodo di studio su come studiare diritto costituzionale è quello di focalizzarsi su quelle che sono le domande ricorrenti della commissione esaminatrice.

Vai a seguire gli esami, annota le domande per ogni esame e vedrai che così potrai capire come la commissione struttura l’esame.

Il punto non è fare un elenco infinito di domande di diritto costituzionale. Ma di renderti conto che in genere vengono fatte 5 domande e ognuna di quelle domande riguarderà una parte del libro (per esempio l’attività della Corte costituzionale, il Parlamento, ecc.). Così saprai dove focalizzare lo studio.

Ricordati che le domande di diritto costituzionale possono essere infinite, ma gli argomenti più richiesti sono sempre gli stessi. In questo modo saprai come preparare al meglio l’80% dell’esame di diritto costituzionale.

Domande diritto costituzionale

Fare un elenco di domande di diritto costituzionale è inutile. Ti basterebbe scorrere l’indice e scegliere qua e là qualche titolo per simulare le domande.

Il punto, invece, è questo:

  • studia con più approfondimento alcuni argomenti chiave. In ogni esame di diritto costituzionale ci saranno queste domande;
  • impara solo le nozioni di altri argomenti, solo per non fare scena muta. Lo so, può sembrare un rischio. Ma è in realtà un metodo di studio per diritto costituzionale.

Invece di farti un elenco di domande di diritto costituzionale, è molto più utile leggere quello scritto sotto.

Argomenti principali oggetto di domanda in diritto costituzionale, da studiare benissimo!

  • Ordinamento e norma giuridica;
  • Lo Stato e forme di Stato;
  • Forme di governo;
  • Fonti del diritto (che è l’argomento più importante fra quelli importanti!);
  • Rapporti politici (cioè gli articoli da 48 a 54);
  • Parlamento e funzioni (altro argomento importantissimo);
  • Presidente della Repubblica (a 1 studente su 3 è stato chiesto qualcosa);
  • Governo (a 1 studente su 3 è stato chiesto qualcosa);
  • Costituzione e leggi costituzionali (a 1 studente su 4 è stato chiesto qualcosa sulle leggi costituzionali);
  • Attività della Corte costituzionale (è quasi sempre chiesto qualcosa di questo argomento in ogni esame).

Argomenti da studiare per grandi linee, senza tanto approfondimento

  • Articoli della costituzione da 1 a 47.
  • Pubblica Amministrazione (perché si studierà in Diritto amministrativo, che è un’altra materia);
  • Magistratura;

Argomenti diritto costituzionale da studiare velocemente

  • Ordinamento costituzionale italiano (perché non serve approfondire lo Statuto Albertino o il Fascismo, perché non farai un esame di storia);
  • Comunità internazionale e Unione Europea (perché il diritto dell’Unione Europea sarà una materia autonoma più avanti);
  • Diritti e doveri dei cittadini (perché studiarli benissimo ti richiederebbe un ulteriore mese di studio);
  • Regioni, provincie e comuni (mentre è importante studiare la formazione delle leggi regionali, spesso chieste nel confronto con le leggi statali).

Domande frequenti, perché su questioni attuali

Rientrano in questa categoria tutti gli argomenti di cronaca politica e presenti nelle notizie dei telegiornali. Te ne potrai rendere conto da solo, in base al periodo in cui sosterrai l’esame di diritto costituzionale (esempio mozione di sfiducia, referendum, ecc.). Segui quindi i telegiornali, almeno i titoli.

Mentre sono sempre attuali:

  • convivenza di fatto;
  • legge elettorale (domanda di diritto costituzionale molto frequente!);
  • matrimonio tra persone dello stesso sesso;
  • procreazione medicalmente assistita.

Come studiare diritto costituzionale con Tv, internet e giornali

Diritto costituzionale è di certo la materia che può essere facilmente studiata (o meglio ripassata) seguendo la cronaca politica.

Anzi, molte domande di esame di diritto costituzionale sono formulate in base al recente fatto di cronaca politica. Per esempio, se di recente è stata presentata la mozione di sfiducia, aspettati che ti possa essere domandata.

I forum di studenti di diritto costituzionale sono pieni di casi in cui è stato molto utile studiare seguendo i telegiornali, le pagine Facebook su fatti politici o i quotidiani. Ecco una serie di link molti utili a cui puoi dare un’occhiata e mettere tra i preferiti:

Il caso pratico, i nomi di politici o di partiti politici noti, ti saranno di aiuto anche per memorizzare meglio l’argomento. Infatti l’uso del caso pratico è uno dei migliori metodi per studiare diritto costituzionale.

Mi ricordo di uno studente che fu rimandato in diritto costituzionale perché non sapeva chi era il Presidente della Repubblica, che aveva confuso con il nome del Presidente del Consiglio dei Ministri…

Voto diritto costituzionale

Alcuni anni fa, il voto della materia veniva riportato sul libretto universitario. Questo poteva influenzare il professore di altre materie (esempio diritto del lavoro) nel giudizio del proprio esame. Per fortuna adesso sul libretto universitario viene riportato esclusivamente la parola “superato“, con la data dell’esame.

Il voto di diritto costituzionale, quindi, non può influire più sul voto di altre materie. Questo ti può far stare più tranquillo su come studiare diritto costituzionale. Ma è comunque fondamentale superare questo esame al primo tentativo, per non rimanere bloccati con gli altri esami.

A differenza di diritto privato, una base solida di diritto costituzionale non è tanto utile per il percorso di giurisprudenza. Così stanno cinicamente le cose. Ecco perché non bisogna perdere molto tempo a studiare diritto costituzionale. Questo non significa che non è importante sapere la differenza tra un decreto legge e un decreto legislativo. Ma significa che se vorrai diventare avvocato o consulente legale d’azienda, non sarà molto utile conoscere l’80% di questa materia.

Se invece vorrai diventare giornalista, focalizzati sul diritto costituzionale.

Miglior manuale diritto costituzionale

La scelta del migliore manuale di diritto costituzionale dipende di sicuro da quello consigliato nel programma di studio del professore.

Di sicuro troverai uno dei manuali di diritto costituzionale sotto elencati:

Diritto costituzionale di Bin e Pitruzzella

Il miglior libro-manuale è di certo Diritto costituzionale di Bin e Pitruzzella (ed. Giappichelli, pagine 638).

Tra i libri di diritto costituzionale sul mercato, questo è tra i più autorevoli.

Si tratta di un’edizione che è costantemente nuova e aggiornata, per esempio in materia di procreazione assistita, di legge elettorale, di alleanze politiche sui generis e o di cronaca politica. Il manuale, infatti, anche se con un taglio accademico, affronta ampiamente i temi di attualità, molto chiesti in sede di esame di diritto costituzionale.

La particolarità di questo libro di diritto costituzionale è il costante uso di esempi, che sono fondamentali per lo studente ai primi anni di università (sia di giurisprudenza sia di Scienze politiche o Economia).

Il linguaggio è chiaro, asciutto e lineare, tipico dei grandi manuali di diritto.

Gli studenti che hanno utilizzato questo libro di diritto costituzionale hanno superato brillantemente l’esame.

Il libro costa in libreria circa 48 €, mentre su Amazon è possibile acquistarlo a circa 38 €, con spedizione gratuita.

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Corso di diritto costituzionale di Barbera e Fusaro

Altro testo autorevole per lo studio è Corso di diritto costituzionale (ed. Il Mulino, pagine 640).

Le principali università italiane suggeriscono questo testo per lo studio del diritto costituzionale, perché molto valido e autorevole.

Si tratta di un manuale che ha il pregio di essere molto schematico. Gli argomenti di diritto costituzionale sono trattati con esposizione chiara e comprensibile. Ogni istituto giuridico è descritto tenendo conto delle novità legislative e mette in evidenza anche i percorsi che hanno portato a tale cambiamento. Da questo punto di vista, per lo studente è molto più facile comprendere l‘evoluzione normativa.

L’ultima edizione si sofferma anche sulle vicende politiche più attuali, spesso oggetto di domande di diritto costituzionale.

Tra i libri di diritto costituzionale, è un classico e forse il miglior strumento su come studiare diritto costituzionale.

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Diritto costituzionale di Martines

Molte università consigliano Diritto costituzionale di Martines (ed. Giuffrè, pagine 784).

Per la preparazione dell’esame di diritto costituzionale è un testo completo ed esauriente. Non lasciarti impressionare dal numero di pagine, perché molti argomenti potrai studiarli con estrema sintesi. Gli approfondimenti riguardano esclusivamente gli istituti giuridici più importanti e per questo non risulta mai inadeguato per il superamento dell’esame.

Contiene molti esempi laddove vengono espressi concetti più complessi.

Il linguaggio è chiaro e semplice. Ideale per lo studente ai primi anni. La semplicità delle spiegazioni è soprattutto utile per iniziare ad avvicinarsi a questa materia.

Se questo libro è tra quelli consigliati dal professore di diritto costituzionale della tua università, puoi tranquillamente sceglierlo. Avrai di sicuro dei buoni risultati se combinerai lo studio con gli altri suggerimenti presenti in questo articolo.

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Elementi di diritto costituzionale

Tra i migliori strumenti per lo studio, vi sono gli Elementi di diritto costituzionale. Si tratta di testi che raramente saranno consigliati nella bibliografia del corso ma che sono molto validi per la fase di studio e soprattutto per la fase di ripasso.

I migliori libri sono questi:

  • Elementi di diritto costituzionale, di Dogliani e Pinto (ed. Giappichelli, pagine 581);
  • Elementi maior di diritto costituzionale e amministrativo (in formato e-book, ed. Simone), che come ti dirò più sotto in questo articolo, può essere scaricato gratuitamente con Amazon Unlimited… Ovviamente la parte di diritto amministrativo non andrà studiata.

In genere, il libro Elementi di diritto costituzionale ha una trattazione differente dal manuale, perché più sintetica e meno completa. Mentre il pregio è la semplicità nella spiegazione e la sintesi affidata all’autore del testo.

I Libri Simone di diritto costituzionale per studiare (in segreto!) meglio e più velocemente

Di sicuro ne avrai sentito parlare.

La Simone ha molti libri di diritto costituzionale che ti permetteranno di poter studiare o ripassare più velocemente.

Sono dei libri sempre più venduti per gli studenti di diritto costituzionale.

Il trucco è questo: usarli ma non dirlo mai alla commissione di esami (ma deve restare un segreto).

Ecco i migliori:

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  • Compendio diritto costituzionale della Simone. Di sicuro, questo libro della Simone è il migliore per avere un sintesi della materia. Pensa che è il libro più venduto per superare l’esame di abilitazione di avvocato. Per chi aspira a un voto a partire dal 26, questo libro Simone di Diritto costituzionale va usato insieme al libro consigliato dal professore. Ma chi vuole superare velocemente e in breve tempo l’esame di diritto costituzionale (senza pensare al voto), può acquistare solo questo libro. Anche in questo caso, il trucco è di non dire mai alla commissione di esami che hai usato questo libro. A maggior ragione, non dire mai che hai usato “solo questo libro”.

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Strumenti gratis per studiare

Su Amazon esistono anche libri in formato Kindle oppure in formato e-book che sono assolutamente gratuiti se hai Kindle Unlimited.

Per esempio potrai scaricare gratuitamente e-book su:

  • Domande più importanti per l’esame di diritto costituzionale con relative risposte;
  • Sintesi Diritto Costituzionale per l’esame universitario.

Kindle Unlimited di Amazon ha un periodo di prova gratuita di 30 giorni. Puoi scaricare gli e-book anche sul tuo telefonino.

Per cui puoi iscriverti gratuitamente dal sito di Amazon, scaricare i libri in formato kindle gratuiti e poi annullare l’iscrizione prima dei 30 giorni. In questo modo potrai scaricare contenuti di diritto costituzionale del valore di 50 € in modo gratuito.

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Leggi anche: Migliore manuale diritto privato

Conclusioni su come studiare diritto costituzionale e sul libro migliore da scegliere

In questo articolo hai avuto modo di capire che:

  • un elenco di domande di diritto costituzionale non serve. Ciò che conta è capire quali sono gli argomenti più richiesti e da lì usare l’indice del libro per simulare le domande di esame di diritto costituzionale;
  • seguire le lezioni di diritto costituzionale non è produttivo ed efficace. Puoi usare il tempo per studiare meglio e di più;
  • fare schemi di diritto costituzionale è utilissimo per sviluppare la memoria a lungo termine e facilitare il ripasso della materia;
  • studiare sul migliore libro di diritto costituzionale è la cosa più importante;
  • puoi approfittare di scaricare gratis ebook gratuiti sul diritto costituzionale, cliccando sul banner sotto e poi cancellandosi entro 30 giorni.

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Come diventare avvocato. Ecco 7 steps da fare

Fare l’avvocato è di certo affascinante, ma il percorso su come diventare avvocato è molto tortuoso e difficile.

La strada per diventare avvocato in Italia può essere divisa in due fasi:

  • universitaria;
  • professionale (dal praticantato all’esame di abilitazione).

Le difficoltà per diventare avvocato sono su diversi livelli:

  • Studio. La facoltà di giurisprudenza è una delle più difficili: per la vastità dei programmi di diritto, la severità delle commissioni di esami e la complessità degli argomenti.
  • Economico. Durante la pratica forense solo in pochissimi avranno un modesto rimborso spese, perché molti studi legali approfitteranno del praticante per ottenere lavoro gratuito. Sarà quindi necessario un lavoro secondario o essere mantenuto dai genitori durante il percorso per diventare avvocato.
  • Salute. Lo studente universitario di giurisprudenza, il praticante avvocato e l’avvocato abilitato sono purtroppo tra le persone con maggiori problemi di ansia e stress. Da studente, ti basterà sentire un numero a caso mentre sei per strada e subito cercherai di ricordare l’articolo del codice corrispondente. Da avvocato, penserai ai casi dei tuoi già a colazione o la sera al cinema.
  • Concorrenza. Entrare in un mercato saturo è un problema enorme e, come di certo saprai, in Italia ci sono 250.000 avvocati. Davvero troppi. Ormai non esiste tavolo in pizzeria, comitiva in viaggio o gruppo Whatsapp che non conti anche la presenza di un avvocato. Questa concorrenza riduce il numero di potenziali clienti e abbassa soprattutto il costo della parcella legale.

Negli anni ’80-’90 diventare avvocato avrebbe aperto la strada verso una “professione sicura”, ma oggi non è più così.

Per fortuna, il mercato cambia e oggi il titolo di avvocato può essere usato per la libera professione, come un tempo, ma anche alle dipendenze delle società che, con l’aumentare della litigiosità, hanno sempre bisogno di un ufficio legale.

La professione di avvocato è anche idonea a forgiarti professionalmente e svilupparti in modo versatile, così da essere utile per l’impiego in altri campi lavorativi.

Ma vediamo in dettaglio i 7 steps su come diventare avvocato.

1. Scegli di diventare avvocato per passione e consapevolezza

Come diventare un avvocato in Italia

Non pensare di diventare avvocato per fare soldi facilmente. Non è così per il 90 % dei casi.

Si parla di circa 40.000 € di reddito medio degli avvocati italiani. Ma non illuderti, perché questa media non è una certezza per chiunque diventerà avvocato. Se un giorno avrai l’opportunità di incontrare Gilbert Collard, l’avvocato più pagato al mondo, potrai stringergli la mano. In quella stretta di mano si potrà contare un reddito medio di 29 milioni, ma dubito che anche tu avrai contribuito a formare quel meraviglioso reddito. Perché è l’avvocato Collard a fatturarne il doppio, ossia 58 milioni.

In Italia i giovani avvocati fanno fatica a produrre reddito. In parte, anche perché non sanno come fare! (ma su questo scriverò un altro post).

La difficoltà economica iniziale, e tutte le altre insidie, possono essere superate se scegli di diventare avvocato con una forte passione. Non è retorica. E se non ce l’hai, non cercare di fare l’avvocato, cerca un’altra strada.

Con questo atteggiamento, il raggiungimento dell’obiettivo sarà più agevole e avrai maggiori possibilità di farcela. Ti sarà anche più facile superare gli ostacoli e, credimi, sono molti:

  • ripetere un esame;
  • trovare difficile lo studio della procedura civile e penale;
  • non prendere la borsa di studio per mancanza di crediti sufficienti;
  • fare il praticante avvocato senza essere pagato;
  • ripetere l’esame di abilitazione alla professione forense più volte;
  • avere un titolo di avvocato ma non avere clienti.

Uno studio appassionato del diritto, una pratica legale svolta con viva partecipazione e una forte volontà sono i veri pilastri su come diventare avvocato.

2. Iscriviti alla facoltà di giurisprudenza

Università migliori per diventare avvocato
Università migliori per diventare avvocato

In Italia, l’unica facoltà idonea per diventare avvocato è quella di Giurisprudenza.

In questa facoltà, è possibile iscriversi al corso di Laurea Magistrale (durata 5 anni). Oppure iscriversi al corso di Scienze giuridiche (durate 3 anni) e, al termine, iscriversi al corso di Laurea specialistica in giurisprudenza (durata 2), in modo da completare il c.d. corso 3+2. Ma è ovvio che per chi intenda diventare avvocato è consigliabile conseguire la Laurea Magistrale. In quest’ultimo caso, sarà sufficiente una sola tesi di laurea al termine del ciclo unico, anziché conseguire 2 lauree, con 2 tesi.

Tutte le università italiane hanno la facoltà di giurisprudenza, quindi non farai fatica a trovarne una secondo le tue esigenze (costi di iscrizioni, distanza da casa per i trasporti o per l’affitto, ricerca del prestigio nel titolo).

L’università da scegliere dipenderà dalle tue aspirazioni post universitarie.

Se vuoi lavorare in grandi studi legali, con ruoli di vertice:

  • le facoltà del nord Italia sono ideali (Bologna, Modena, Milano Bicocca, Trieste, Trento). Nei colloqui di lavoro presso gli studi legali, un curriculum con l’indicazione di queste facoltà ha una “certa presa”.

Se vuoi lavorare in grandi società:

  • la facoltà di giurisprudenza della Bocconi di Milano è in vetta su tutte. Ma sono molto apprezzate anche l’Università di Bologna e di Trento.

Se vuoi fare la libera professione:

  • qualsiasi università statale italiana. Sarai tu a fare la differenza. Pensa che Henry Ford non era mica laureato in ingegneria meccanica, ma ha creato la Ford. Infatti nella libera professione di avvocato, ciò che conta è la capacità imprenditoriale dell’avvocato, oltre ovviamente a una buona preparazione.

Per lo studio, in questa pagina troverai i migliori manuali di diritto privato (per superare il primo, grande scoglio).

3. Fai la pratica forense (praticantato)

Dal giorno successivo alla laurea, è possibile iniziare la pratica forense e diventare un praticante avvocato.

Forse la pratica forense è il primo passo “pratico” su come diventare avvocato in Italia, perché è in questa fase che si tocca con mano il mondo legale (clienti, udienze, scadenze).

Ecco in cosa consiste la pratica forense:

  • svolgere un addestramento teorico e pratico;
  • imparare le capacità per esercitare la professione di avvocato;
  • apprendere come gestire uno studio legale;
  • conoscere i principi etici e le regole deontologiche dell’avvocato.

Quanto dura la pratica forense?

La durata del tirocinio per avvocato è di 18 mesi.

Se, invece, si consegue il titolo di Specializzazione presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali (c.d. S.S.P.L.), il periodo del tirocinio per la professione di avvocato è ridotto di 12 mesi. Peraltro, la pratica forense può essere svolta anche contestualmente alla frequenza della Scuola di Specializzazione.

Dove fare la pratica forense?

La pratica forense (c.d. praticantato) può essere svolta in diversi modi:

  • presso un avvocato (c.d. dominus) che sia iscritto all’Albo degli avvocati da almeno 5 anni, il quale può seguire un massimo di 3 praticanti. VANTAGGIO: si entra in contatto con la vera professione di avvocato e il tradizionale studio legale. SVANTAGGIO: trovare un dominus poco motivato a trasmettere la professione.
  • presso l’Avvocatura dello Stato oppure presso l’ufficio legale di un ente pubblico (es. INAIL, INPS, ecc.) per non più di 12 mesi. Ma gli ulteriori 6 dovranno essere svolti presso un avvocato. VANTAGGIO: svolgere un numero impressionante di udienze ogni giorno e occuparsi di moltissimi argomenti. SVANTAGGIO: non avere il tempo di approfondire gli argomenti trattati e svolgere la pratica forense in modo caotico;
  • presso uno Stato dell’U.E., fino a 6 mesi. VANTAGGIO: arricchimento del curriculum per cercare fortuna nel ramo del diritto internazionale. SVANTAGGIO: fare poca esperienza nelle pratiche comuni di un avvocato (sinistri stradali, separazioni).
  • presso un giudice del Tribunale, per un periodo di 12 mesi. Ma gli altri 6 mesi di pratica dovranno essere svolti presso un avvocato. Per chi scegli questa modalità di pratica forense, vi è la possibilità di una borsa di studio di € 400 al mese, sussistendo i requisiti previsti. VANTAGGIO: conoscere il diritto dalla prospettiva dei giudici, che sono spesso molto preparati nella materia. SVANTAGGIO: nessuna esperienza sul piano professionale dell’avvocato (contatto con il cliente, gestione del fascicolo di studio, approccio alla questione dalla prospettiva dell’avvocato e non del giudice).

Come fare l’iscrizione nel registro dei praticanti?

  • Scarica dal sito del Consiglio dell’ordine degli avvocati la domanda di iscrizione nel registro dei praticanti avvocati (ecco un esempio);
  • allega i documenti richiesti: domanda di iscrizione in bollo da 16 €, autocertificazione della laurea, certificato di inizio pratica rilasciata dal dominus in bollo da 16 €, ricevuta di versamento di 67 €, 2 foto tessera. Ma questo elenco può variare in base al Consiglio dell’ordine di appartenenza;
  • presenta la domanda in originale alla segreteria del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Entro quale termine chiedere l’iscrizione nel registro dei praticanti?

Non è previsto un termine, perché è sempre possibile iscriversi durante tutto l’anno.

Però è opportuno iscriversi entro il 30 aprile, perché l’iscrizione oltre il predetto termine comporta un anno di ritardo per sostenere l’esame di Avvocato (es.: iscrizione 12 maggio 2020 – esame di Avvocato dicembre 2022 anziché dicembre 2021).

La pratica forense è retribuita?

No.

La legge forense prevede solo un rimborso spese (ad esempio per trasferte con mezzi di trasporto). Le eccezioni sono possibili se:

  • il dominus vorrà (facoltativamente) riconoscere delle competenze al giovane praticante. Ciò sarà possibile dopo i primi 6 mesi di pratica e con un contratto. Ma nella prassi, solo in pochi riconoscono un fisso che va dalle 200 € alle 500 €, senza contratto;
  • il praticantato è svolto presso un Tribunale e si hanno i requisiti per ottenere una borsa di studio di 400 €, in base al reddito e ad altri requisiti di merito.

Come si diventa praticante abilitato?

Dopo un anno di iscrizione nel “Registro dei praticanti”, è possibile iscriversi nel “Registro dei praticanti abilitati”.

Nel percorso su come diventare avvocato, questa iscrizione segna il confine tra la parte teorica e quella professionale. Perché solo da praticante abilitato ci si può firmare come “praticante avvocato Nome e Cognome“. Mentre prima si è semplicemente “dott.”.

Anche in questo caso, la domanda di iscrizione è reperibile sui siti del Consiglio dell’Ordine di appartenenza e va presentata in originale. Le tasse di iscrizione sono di circa 250 € ma, se si inizia ad avere qualche cliente, è conveniente agire a proprio nome e non con quello (“prestato”) del dominus. Perché è necessario tagliare il prima possibile il cordone ombelicale e avere il proprio nome sugli atti dei propri clienti.

Cosa può fare il praticante avvocato abilitato?

Il praticante avvocato abilitato può svolgere in autonomia l’attività giudiziale sia davanti al Giudice di pace, sia davanti al Tribunale in composizione monocratica.

Nelle cause civilistiche:

  • di valore inferiore a 25.822,84 € (sia relative a beni mobili sia a beni immobili);
  • possessorie e per denuncia di nuova opera o danno temuto;
  • di locazione e comodato di immobili urbani (non di competenza delle sezioni specializzate agrarie).

Nelle cause penalistiche:

Il praticante avvocato abilitato non può quindi svolgere attività in autonomia per le materie di competenza del Tribunale in composizione collegiale (per esempio, per cause di separazione e divorzio).

4. Presenta la domanda di esame avvocato per sostenere l’esame di abilitazione forense

Domanda esame di stato per diventare avvocato

Al termine della pratica forense, presenta la domanda di partecipazione all’esame di stato per diventare avvocato sul sito del Ministero di Giustizia.

Registrati inserendo tutti i dati richiesti e segui la procedura guidata.

Versa i pagamenti richiesti per partecipare all’Esame di stato per l’esercizio della professione legale:

  • tassa abilitazione alla professione forense: 12,91 €;
  • contributo spese esame di avvocato: 50,00 €;
  • marca da bollo: 16,00 €.

La prima prova scritta per l’esame di avvocato si terrà in 3 giorni consecutivi prima della metà di dicembre di ogni anno.

Generalmente, a fine luglio dell’anno successivo verranno resi noti i nomi dei candidati ammessi alla prova orale di avvocato, che generalmente si tiene tra settembre e dicembre dello stesso anno.

In definitiva, è impossibile diventare avvocato senza esame di abilitazione, come spesso si chiedono alcuni studenti.

Se stai attraversando questa fase o sei pronto per farlo, in questa pagina troverai i migliori libri per preparare l’esame orale di avvocato.

5. Iscriviti all’albo degli avvocati

Iscrizione albo avvocato

Superato l’esame di avvocato, è possibile iscriversi all’Albo degli avvocati.

La domanda va presentata al Consiglio dell’Ordine nel cui circondario si intende fissare il domicilio professionale (ecco un esempio di domanda di iscrizione all’albo avvocati).

Il costo dell’iscrizione all’albo avvocati dipende da ciascun Consiglio dell’Ordine, ma ha una media di 250 €. Per mantenere l’iscrizione, ogni anno questo pagamento andrà ripetuto.

6. Iscriviti alla Cassa Avvocati e apri la Partita IVA da avvocato

Iscrizione avvocato alla cassa forense e apertura partita iva

L’avvocato iscritto all’Albo deve curare anche l’aspetto amministrativo e fiscale per l’esercizio della professione forense.

Innanzitutto, con l’iscrizione all’Albo avvocati (a partire dal 2014) avviene anche l’iscrizione d’ufficio alla Cassa avvocati. Per cui non è necessario fare la domanda di iscrizione alla Cassa forense.

In secondo luogo, è necessario aprire la partita IVA da avvocato e non è possibile farlo on-line sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Per aprire la partita IVA da avvocato bisogna:

  • recarsi allo sportello di una qualsiasi sede dell’Agenzia delle Entrate per chiedere l’apertura della partita IVA da avvocato;
  • oppure affidati a un commercialista o CAF per delegare a loro questo compito.

Il costo per l’apertura della partita IVA per avvocato è gratis (se te ne occupi personalmente) e avviene immediatamente.

7. Scegli la libera professione di avvocato o di essere un avvocato dipendente

Il sogno di molti giovani avvocati è di esercitare la libera professione. Ma non tutti sono tagliati per farlo.

L’avvocato libero professionista deve avere certe qualità:

  • Capacità imprenditoriale. Per far crescere uno studio legale, devi avere le stesse qualità di chi sa far crescere un ristorante o un hotel. Nel senso che devi saper fare marketing per avvocati, piacere alla clientela per soddisfare i suoi bisogni, vendere la tua professionalità e convincere il cliente a sceglierti. Tutte doti che per molti non sarebbero affini a un avvocato ma che, credimi, sono strettamente connesse. Altrimenti avrai 3-4 clienti l’anno.
  • Empatia. Lo studio legale crescerà quando crescerà il numero dei clienti. Per farlo, è necessario porsi nella situazione del cliente che ha bisogno di risolvere un problema.
  • Disponibilità. Il bisogno del cliente va soddisfatto in tempi ragionevoli, altrimenti perderai, oltreché quel cliente, anche la reputazione.
  • Determinazione e forte personalità. La gestione di uno studio legale richiede una personalità decisa e determinata, sia per lavorare sulle pratiche sia per “lavorare sul cliente”, il quale ama gli avvocati risoluti. Una personalità indecisa e debole non potrà mai fare presa sulla clientela e l’avvocato sarà destinato a fallire come libero professionista.

Chi possiede queste qualità, deve tentare la strada della libera professione. Altrimenti potrebbe pentirsene dopo decine di anni alle dipendenze di altri e senza un proprio portafoglio clienti. Il lavoro alle dipendenze di altri non è certo e non è indeterminato.

Chi non possiede queste qualità, dovrà accontentarsi di lavorare dietro le quinte. Questo non significa necessariamente esercitare la professione di avvocato a un livello inferiore.

L’avvocato alle dipendenze di un grande studio legale può gestire pratiche di successo e avere un ruolo dominante all’interno dello studio stesso. Così come l’avvocato collaboratore di fiducia di uno studio legale di piccole dimensioni può essere l’artefice dei successi di un altro collega dominus.

Anche la retribuzione di un avvocato libero professionista e uno alle dipendenze di altri è soggetto a molte variabili. L’avvocato libero professionista, nei primi anni, può guadagnare molto meno di un collega alla dipendenze di un grande studio legale. Ma l’avvocato che lavora in un grande studio legale non può pensare di far crescere in modo esponenziale i propri guadagni neanche nel lungo termine.

Come diventare avvocato penalista

Per diventare avvocato penalista è sufficiente indirizzare il proprio percorso verso il diritto penale. Cioè iniziare a fare pratica presso un avvocato penalista o uno studio legale penalista e continuare a esercitare in ambito penale. In questo modo ti specializzerai sulla materia penale.

In Italia, infatti, ci si abilita a diventare “avvocato”. Con questo titolo di avvocato, si può esercitare in ambito penale, civile, amministrativo, tributario, ecc. Per cui, nulla esclude che un avvocato penalista possa patrocinare in un processo civile per locazione; oppure che un avvocato civilista possa patrocinare in processo penale per rapina.

Questo significa che:

  • non bisogna fare nessuna istanza o iscrizione per diventare avvocato penalista;
  • sarai tu a definirti “avvocato penalista” (sul sito internet, sulla targa fuori lo studio, sui bigliettini da visita);
  • puoi svolgere contemporaneamente la professione di avvocato civilista, amministrativista o penalista.

Come si diventa Avvocato dello Stato

Per diventare avvocato dello Stato bisogna supera un concorso pubblico a numero chiuso. Al concorso possono partecipare:

  • avvocati iscritti all’Albo da almeno 6 anni;
  • magistrati di tribunale;
  • professori universitari di materie giuridiche;
  • avvocati abilitati che siano dipendenti pubblici.

L’esame del concorso per diventare Avvocato dello Stato prevede quattro prove scritte e una orale, in diverse materie giuridiche.

Oggi, l’esame per diventare Avvocato dello Stato è uno dei più difficili, al pari del concorso in magistratura e notariato.

Gli Avvocati dello Stato hanno uno stipendio che parte dai 5.000 €, ecco perché molti avvocati senza clienti si interessano a questo concorso.

Conclusioni su come diventare avvocato

Adesso che hai letto i 7 passi su come diventare avvocato in Italia comprenderai che non è facile raggiungere l’obiettivo.

Ma come tutte le strade in salita, il raggiungimento del traguardo ti darà un’enorme soddisfazione.

In questo articolo su come diventare avvocato, il raggiungimento dell’obiettivo può sembrare la fine di un percorso. In realtà è solo l’inizio della professione legale.

Una professione antica, nobile, ambita, che oggi è però in crisi. La professione di avvocato è in crisi perché molti giovani avvocati la svolgono con presunzione, superficialità, incapacità e soprattutto con molta ignoranza dei principi etici e giuridici di base.

Chi arriva in questo mondo, però, può fare qualcosa per cambiarlo, anche solo per riportarlo come era un tempo.

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Borsa avvocato femminile: Prezzi e modelli di tendenza

Negli ultimi anni, la borsa avvocato femminile è diventata un accessorio molto ricercato per vestire alla moda. I materiali, i colori e il design di una borsa cambieranno il vostro look, ma anche la sicurezza professionale.

Una ricerca italiana e svizzera ha dimostrato che il 73 % delle avvocato donna giudicate meglio vestite in un campione di 1300 professioniste, aveva una posizione lavorativa migliore delle altre. La ricerca non teneva conto del prezzo dell’abbigliamento, ma solo dell’eleganza femminile in generale.

L’immagine dell’avvocatessa sta acquistando negli anni un ruolo fondamentale. La borsa è quindi diventata un accessorio di moda, oltreché un semplice portadocumenti.

Per comprendere l’evoluzione della moda in tribunale, basta fare un giro tra le aule di udienze o nei caffè delle piazze vicine. In questi luoghi, si possono scoprire alcuni dei migliori stili del momento,  per eleganza e modernità.

In questa articolo, troverai una carrellata di borsa avvocato femminile tra le meglio recensite e, cliccando sul link, potrai acquistare direttamente su Amazon, a prezzi più competitivi e consegne garantite.

Per gli uomini, leggi la pagina sulle borsa avvocato maschile.

Ecosusi, borsa o zaino vintage in pelle

Borsa ecosusi vintage donna

La borsa della Ecosusi in pelle è una delle più amate tra le avvocatesse che vivono nella mobilità (a piedi, in metro, con lo scooter o in bus), soprattutto per la possibilità di essere usata sia a tracolla sia come zaino.

I colori disponibili sono caffè, marrone, vino rosso e nero.

L’interno ha un’imbottitura che risulta ottima per ospitare il computer portatile fino a 14,7 pollici. Ha diverse tasche, ideali per portachiavi, smartphone e altri accessori.

Questa borsa avvocato femminile è una tra le più scelte, con una fascia di prezzo 50-60 euro.

Su.B: borsa ideale per trolley

Borsa avvocatessa per trolley

La Su.B è una borsa in pelle molto versatile, per essere usata nel modo tradizionale a tracolla oppure agganciata a un trolley. Molto comoda da usare in viaggio oppure negli spostamenti lavorativi in città.

Questa borsa avvocato femminile è realizzata a mano in Italia, ragion per cui le cuciture risultano subito evidenti per l’alta qualità.

Possibile scegliere fino a 6 colori, compresi i più moderni alzavola e rosso.

Può contenere anche un notebook fino a 14 pollici.

Fascia di prezzo 190-200 euro.

Ecosusi, la borsa avvocato femminile più acquistata su Amazon

Ecosusi borsa donna avvocato per laptop

La Ecosusi in similpelle ha la migliore recensione on line per il rapporto qualità-prezzo.

Il fiocco, che può essere rimosso, rende questa borsa molto riconoscibile e particolare.

Le cuciture riescono a rendere la similpelle molto vicina alla vera pelle, fino a nasconderne il genere a un occhio non esperto. Al tatto, difficilmente può essere messa in discussione la qualità della borsa, molto apprezzata nelle recensioni.

Questa borsa ha 4 opzioni di trasporto:

  1. doppia spalla
  2. spalla singola
  3. a mano
  4. a tracolla.

Fascia di prezzo 50-60 euro.

Samsonite, la borsa per avvocati donna di classe

Borsa avvocato Samsonite

La Samsonite, nell’ultimo anno, risulta in testa alle classifiche per l’eleganza e la funzionalità delle borse. Non a caso, questo marchio è leader mondiale nella fabbricazione di accessori da viaggio.

Ha un design sobrio ma molto raffinato, facile da abbinare con qualsiasi tipo di look e colore.

Il materiale di pelle riesce a dare un impatto di alta qualità, in abbinamento al contrasto della cerniera che garantisce una massima apertura della struttura. Questa borsa risulta una delle più vendute a Londra, mentre la Samsonite è in generale la borsa maggiormente usata dai manager internazionali.

Può facilmente contenere un pc portatile da 15,6 pollici, oltre ad altri documenti in formato A4.

Fascia di prezzo 1.750 euro.

Burberry, la borsa avvocato femminile più elegante in tribunale

La borsa in pelle Burberry è una delle più riconoscibili a livello mondiale, per il motivo a tartan della famosa casa di alta moda britannica.

Può essere indossata a spalla oppure portata a mano. Gli interni sono molto spaziosi, sia per un pc fino a 13 pollici, sia per documenti formato A4.

Ideale anche per gli impegni fuori dal tribunale, dopo aver finito l’attività lavorativa.

La forza di questa borsa, oltre alla notorietà del design, è l’altissima qualità dei tessuti e della pelle.

Questa borsa avvocato femminile ha una fascia di prezzo 1.670 euro.

Impugnare testamento olografo: guida completa e consigli utili

La scomparsa di una persona è un dramma personale e familiare. Ma il sentimento di tristezza dopo la morte del familiare è spesso seguito dalla rabbia o dal dispiacere di scoprire cosa c’è scritto nel testamento. Nasce così una ricerca su Google che ti ossessionerà giorno e notte: come impugnare testamento olografo.

Il testamento può infatti escluderti dall’eredità del defunto in tutto o in parte, a vantaggio di altri parenti che non meritavano ciò oppure hanno una quota superiore a quella prevista dalla legge.

In questo articolo ti suggerirò i motivi per impugnare testamento olografo, ti darò i consigli utili prima di avviare il processo e ti indicherò i costi necessari. Le battaglie in tribunale in materia di successione sono tra le più lunghe, costose e incerte. Impara a conoscere la materia con questo articolo.

Sono un avvocato civilista, mi sono occupato diverse volte di questi casi in tutta Italia e posso svelarti alcuni aspetti se hai dubbi sulla validità di un testamento.

Prima, però, è necessario capire alcuni elementi che possono ritornarti utili dopo.

Cosa è un testamento olografo?

Il testamento olografo è uno scritto con il quale una persona dispone dei propri beni (denaro, auto, immobili, ecc.) dopo la sua morte. E’ la forma di testamento più utilizzata, perché non è necessario un Notaio e neanche dei testimoni, a differenza del testamento pubblico. Risulta quindi il testamento più economico.

Requisiti

Per essere valido, deve avere tre requisiti fondamentali.

  1. Essere interamente scritto a mano dal testatore, in qualsiasi lingua o dialetto. In questo modo la volontà del testatore è tutelata da eventuali falsificazioni o aggiunte nel testo da parte di altre persone. Infatti le principali falsificazioni di un testamento avvengono a causa di una mano che guida la mano del testatore oppure dell’imitazione della scrittura. Non è quindi valido un testamento scritto al computer, mentre è valido un testamento scritto a matita o su un legno, oltreché su carta.

  2. Contenere la data (giorno, mese e anno) scritta a mano dal testatore. Questa indicazione è utilizzata in caso di contestazioni sulla capacità del testatore di intendere e di volere (si pensi a una persona affetta da Alzheimer negli ultimi anni di vita, che però era sana alla data in cui ha fatto il testamento). La mancanza dell’indicazione del giorno e del mese ha però un’importanza che va valutata caso per caso, potendo risultare irrilevante oppure motivo annullamento, come quando manca l’anno. Si pensi a quando la data è utile per stabilire il testamento più recente, se il testatore ne ha fatti più di uno.

  3. Essere firmato dal testatore alla fine del testo.

Chiariti questi aspetti preliminari, passiamo ad analizzare tutto quello che devi sapere su come impugnare un testamento olografo.

Cosa fare quando si hanno dubbi sulla validità di un testamento?

Dopo aver scoperto dell’esistenza di un testamento di cui hai dubbi sulla validità, ecco i passi da seguire:

  • Fotografa e fotocopia (fronte e retro) il testamento alla prima occasione.
  • Se dubiti sulla falsità dello scritto o della firma, cerca altri fogli scritti e firmati dal defunto, per poterne confrontare la calligrafia e la sottoscrizione. Ma considera anche il periodo degli scritti, perché la calligrafia e la firma cambiano nel tempo.
  • Se dubiti sulla capacità di intendere e di volere del testatore, cerca documenti medici del testatore. Studia l’evoluzione della malattia alla data del testamento. Sono utili anche dei testimoni per dimostrare l’incapacità del testatore in un particolare momento della sua vita.
  • Se pensi vi sia stata una lesione della quota di legittima, confronta il valore dei beni lasciati in eredità a te e agli altri parenti. Per capire qual è la quota di legittima, puoi utilizzare l’applicazione qui sotto.

impugnazione testamento olografo per lesione quota legittima
Il valore del patrimonio va calcolato sommando il valore di tutti i beni mobili e immobili

Quando rivolgersi a un avvocato o un perito per impugnare testamento olografo

Nel 95% dei casi, alla prima lettura del testamento saltano già agli occhi motivi di invalidità. Ma è necessario considerare altri aspetti, in base al singolo caso.

  • Se la calligrafia o la firma sono chiaramente false, rivolgiti subito a un avvocato.
  • Se la calligrafia o la firma sembrano vere ma ti lasciano dei dubbi, cerca su Google un grafologo nella tua città. Ma chiedi inizialmente un parere orale, al costo medio di 200 euro, evitando di farti fare una perizia scritta che può costare oltre 800 euro. La perizia scritta servirà solo se il grafologo ti confermerà verbalmente la falsità dello scritto.
  • Se hai dubbi sulla capacità di intendere e di volere alla data indicata nel testamento, rivolgiti a un avvocato (ed eventualmente a un medico) per la valutazione del caso. Ma ricordati che l’impugnazione del testamento olografo per incapacità di intendere e di volere del testatore è tra le più incerte e rischiose, a meno che il testatore non fosse stato già dichiarato interdetto da una sentenza.
  • Se risulta evidente una lesione della quota di legittima o vuoi fare un accertamento più approfondito, chiedi un parere a un avvocato o a un notaio (per un costo da 50 a 150 euro). Il mio consiglio è di andare direttamente dall’avvocato, perché se ci sono i presupposti per impugnare devi comunque “passare” da lui.

Evita di cercare su internet avvocati gratis, come puoi leggere in un altro mio articolo. Va anche bene un avvocato civilista trovato on line, perché la questione è documentale e puoi inviare i documenti via mail.

Termine e vizi per impugnare testamento olografo?

La legge garantisce termini molto lunghi per impugnare testamento olografo. Ma devi considerare che con l’accettazione dell’eredità degli altri eredi, viene trasferita la proprietà e ciò renderà più difficoltosa la strada del processo. Per cui è bene rivolgersi subito a un avvocato se si nutrono dubbi sulla validità di un testamento.

Sono diversi i termini per impugnare testamento olografo e dipendono dal tipo di vizio.

Annullabilità

Se il vizio è meno grave, il testamento è annullabile entro 5 anni.

I casi di annullabilità sono:

  • INCAPACITÀ DI DISPORRE del minore di età, dell’interdetto per infermità di menta o di chi, anche se non interdetto, era incapace di intendere o volere alla data in cui ha fatto il testamento. In questo caso, il testamento può essere impugnato da chiunque vi abbia interesse. Il termine di 5 anni comincia a decorre dalla data in cui le disposizioni testamentarie hanno esecuzione (ad es. da quanto è stata consegnata la macchina o da quando si è entrati nel possesso della casa). In questo senso, non ha importanza la data della morte, della pubblicazione del testamento o della domanda di successione.
  • VIZI DELLA VOLONTÀ per errore, violenza o dolo. Ad esempio si ha errore se il testatore lascia la casa di Verona al figlio Matteo, ma in realtà a Verona ha due case e non dice nulla sull’altra. Si ha violenza quando ad esempio la sorella minaccia l’anziano testatore che non lo curerà se non gli lascia il terreno. Si ha infine dolo quando qualcuno induce il testatore a non inserire nel testamento un erede che invece il testatore avrebbe inserito. Il termine di 5 anni comincia a decorre dalla data in cui è stato scoperto l’errore, la violenza o il dolo.
  • VIZI DI FORMA (meno gravi) come la mancanza della data. In generale quando manca l’autografia o la firma, il testamento è nullo, mentre per ogni altro vizio di forma il testamento è annullabile. Il termine di 5 anni decorre dalla data in cui le disposizioni testamentarie hanno esecuzione.

Nullità

Se il vizio è più grave, il testamento è nullo. La nullità non è soggetta a prescrizione, potendo essere fatta valere senza limiti di tempo.

I casi di nullità sono:

  • DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE CONTRARIE ALLA LEGGE, come per esempio il testamento con cui si lascia il garage per il commercio di sostanze vietate).
  • VIZI DI FORMA (gravi) come la mancanza dell’autografia o della firma. Per firma non devi intendere quella comunemente apposta nella carta di identità, perché sono ritenute valide anche l’uso di un conosciuto soprannome oppure frasi di stile come “dalla vostra adorata madre”.

Vizi per impugnazione testamento olografo

Costo impugnazione testamento olografo

I costi per impugnare testamento olografo dipendono dal caso. L’assistenza di un avvocato è necessaria sempre, mentre può essere opportuna una perizia grafologica (in caso di impugnazione su vizi formali) o medica (in caso di impugnazione per incapacità di intendere o di volere del testatore).

Come detto, la prima spesa da fare è per un parere orale di un grafologo (mediamente 200 euro).

Se il grafologo rileva la falsità della scrittura o della firma, occorre rivolgersi a un avvocato civilista e poi richiedere al grafologo la perizia scritta (a partire da 800 euro, ma il costo dipende da tanti fattori).

Nel caso in cui si mette in dubbio la capacità di intendere e di volere del testatore, è necessaria una perizia medica (a partire da 1400 euro).

A questo punto, se le perizie hanno confermato la tesi dell’invalidità del testamento, occorre sostenere le spese del processo. La tabella qui sotto può darti un’idea.

costi impugnazione testamento olografo
L’impugnazione del testamento per falsità o incapacità, richiede sempre una perizia di parte e una consulenza tecnica d’ufficio (detta CTU)

Conclusioni

Se un testamento ti fa dubitare sulla sua validità devi subito consultare un avvocato e, a seconda dei casi, anche un grafologo o un medico. Il passare del tempo può compromettere i tuoi diritti (per prescrizione oppure perché l’azione della controparte non è stata fermata o contenuta).

L’avvocato Gianluca Piemonte, che ha scritto questa guida ed è il fondatore del legal blog Matrilex, ha finora assistito centinaia di persone con problemi di eredità e successione in tutta Italia. 

Non si rilasciano pareri gratuiti, perché riceviamo tante richieste che richiedono uno studio del caso per poter dare una parere professionale. Se sarà necessario impugnare il testamento, l’assistenza dell’avvocato Gianluca Piemonte può essere prestata in ogni provincia italiana. Infatti i procedimenti di impugnazione sono documentali e con il processo telematico è possibile svolgere gli adempimenti di cancelleria a distanza.

Puoi chiedere l’assistenza legale dell’avvocato Gianluca Piemonte compilando il modulo sotto o dalla nostra pagina CONSULENZA LEGALE.

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    Miglior Manuale Diritto Privato per superare l’esame

    L’esame di diritto privato è il più difficile e temuto del primo anno di università, per cui l’acquisto di un ottimo manuale di diritto privato è fondamentale.

    Scopri qual è il miglior manuale di diritto privato in questa pagina e acquista con la consapevolezza di scegliere un libro che sia comprensibile ed efficace.

    Allo studente del primo anno non è infatti richiesta la conoscenza approfondita della dottrina o della giurisprudenza, come sarà invece necessario per l’esame successivo di diritto civile. La commissione di esame vorrà valutare che lo studente abbia compreso l’istituto giuridico e la sua disciplina.

    L’errore di molti studenti è quello di imparare a memoria le nozioni che risultano di difficile comprensione. Questo metodo ha l’effetto collaterale di farti fare scena muta in caso di ansia o, peggio ancora, di non prepararti abbastanza per le successive materie di diritto.

    In questo articolo ti suggerirò i migliori manuali di diritto privato, prendendo in considerazione questi dati:

    • manuali indicati dalla maggior parte dei professori universitari;
    • suggerimenti di altri studenti che hanno brillantemente superato l’esame di diritto privato (soprattutto da forum studenti);
    • libri di diritto privato con l’esposizione più chiara e comprensibile presenti sul mercato.

    Troverai anche i prezzi dei manuali di diritto privato, ma fin da ora ti consiglio di non scegliere in base al più economico. I libri che costano meno sono i compendi, cioè quei libri che riassumono la materia, ma rischi di non superare l’esame o di superarlo con un voto basso.

    Cliccando sui link dei libri consigliati in questa pagina, potrai acquistare direttamente su Amazon, perché i prezzi sono più competitivi e le consegna rapide.

    Se invece sei un praticante avvocato, leggi la pagina sui migliori libri per l’orale dell’esame di avvocato.

    Il migliore in assoluto: Manuale diritto privato di Torrente – Schlesinger

    Il libro più acquistato, consigliato e apprezzato per preparare l’esame di diritto privato è Manuale diritto privato di Andrea Torrente e Piero Schlesinger (ed. Giuffrè).

    I motivi per cui questo manuale risulta il migliore per l’esame di diritto privato sono:

    • chiarezza nella spiegazione degli istituti giuridici;
    • comprensibilità per lo studente ai primi anni;
    • esempi pratici per capire la spiegazione;
    • aggiornamento con le ultime novità normative che spesso sono chieste all’esame;
    • completezza nella trattazione di tutti gli argomenti richiesti dalle commissioni di esame di tutta Italia;
    • prestigio del testo e degli autori, che risultano apprezzati da tutti i professori di diritto privato.

    Una delle prime domande per l’esame di diritto privato, infatti, è “Da quale libro hai studiato?“. Rispondere a questa domanda “Dal manuale di Torrente e Schlesinger ” va a tuo favore, perché nessun professore si è mai permesso di mettere in discussione questa scelta. Probabilmente, proprio il tuo professore di diritto privato avrà studiato ed elogiato lo stesso manuale di diritto privato! Tutti i giuristi hanno questo manuale nella propria libreria.

    Sono un avvocato e posso testimoniarti che molti miei colleghi, all’esame di avvocato, hanno ripreso in mano proprio questo manuale di diritto privato. Lascio a te immaginare il motivo.

    Questo Manuale di diritto privato ha 1604 pagine, ma ciò non deve scoraggiarti per diverse ragioni.

    L’impaginazione del manuale di diritto privato Torrente ha dei caratteri molti grandi, con interlinee molto larghe e margini spaziosi. Questo significa che il numero di pagine potrebbe essere ridotto del 40 % se rapportato a un testo classico.

    Il prezzo del manuale è di circa 55 €.

    Acquistalo direttamente su Amazon cliccando sull’immagine sotto, perché i prezzi sono addirittura più bassi che in libreria.

    L’alternativa per preparare l’esame: Istituzioni di diritto civile di Trabucchi

    Il libro di Trabucchi Istituzioni di diritto civile (ed. CEDAM) si colloca al secondo posto nella classifica dei libri consigliati per l’esame universitario.

    Questo libro, anche se non è denominato “manuale”, può essere definito tale in tutti i suoi aspetti, perché contiene tutte le argomentazioni della disciplina di diritto di privato.

    Molte generazioni di giuristi, quali professori, avvocati e giudici hanno preparato l’esame di diritto privato su questo libro.

    Anche per il libro di Trabucchi vale quanto detto per il Torrente, riguardo all’autorevolezza dell’autore. Questo significa che aver studiato su questo libro sarà molto apprezzato dal professore per l’esame di diritto privato.

    Il libro ha 1386 pagine, ma l’impaginazione è più stretta rispetto al Torrente. Per cui può definirsi un libro più esteso rispetto al Torrente. Infatti il Trabucchi tratta gli argomenti con maggiore approfondimento e richiami sia alla giurisprudenza sia alla dottrina civilista.

    Il costo del manuale di Trabucchi è di circa 55 €.

     

    Un libro sempre apprezzato: Istituzioni di diritto privato di Piero Trimarchi

    Per comprendere l’importanza del manuale Istituzioni di diritto privato (ed. Giuffrè) è sufficiente ricordare che l’autore, Pietro Trimarchi, è uno dei più illustri e autorevoli giuristi italiani.

    Il manuale di diritto privato Trimarchi si caratterizza per semplicità e chiarezza espositiva simile al manuale Torrente.

    Il libro ha 866 pagine ma risulta completo e aggiornato nella trattazione di tutti gli argomenti (compreso la recente riforma sulle unioni civili). Sono presenti, quasi per ogni argomento, moltissimi esempi capaci di rendere l’esposizione dell’istituto giuridico più chiaro e comprensibile, soprattutto per lo studente di giurisprudenza.

    Il manuale di Trimarchi, insieme al Torrente, al Trabucchi e al Galgano (di cui si dirà dopo), sono una garanzia per presentarsi all’esame di diritto privato. Nessun professore universitario avrà da ridire, a differenza di altri manuali presenti sul mercato, i cui autori sono spesso messi in discussione da alcuni professore che adottano altre tesi dottrinali.

    Anche in questo caso, alla domanda del professore o del componente della commissione esaminatrice “Da quale manuale hai studiato?”, potrai dare già una prima risposta con enorme potere: “Dal Trimarchi”.

    Il prezzo del manuale di Trimarchi è di circa 55 €.

    Per autorevolezza e considerazione: due libri di Francesco Galgano

    Di Francesco Galgano sono da segnalare due libri:

    #1 Diritto privato (ed. CEDAM), con 1131 pagine

    Questa edizione può essere considerata un’alternativa valida ai precedenti già elencati. Da decine e decine di anni, è sempre apprezzato per autorevolezza in tutte le Università italiane.

    Si tratta dell’edizione classica, ben argomentata e strutturata. In ogni corso universitario è una pietra miliare nella storia del diritto privato contemporaneo.

    Il testo è molto chiaro e l’indice ben strutturato per collegare i vari istituti giuridici. A differenza degli altri manuali, non contiene molti esempi, ma ciò non pregiudica la comprensione degli argomenti ben trattati.

    Ha un prezzo di circa 60 €.

    #2 Istituzioni di diritto privato (ed. CEDAM), con 486 pagine

    Questa edizione è molto più snella e sintetica rispetto alla precedente. Per l’esame di diritto privato è da sconsigliare per lo studente che ambisce a una votazione superiore al 26-28. Infatti difficilmente si può puntare alla lode studiando da questo manuale di diritto privato.

    Come tutte le edizioni ridotte, necessita di uno studio senza ulteriori sintesi. Infatti, se si tralascia un singolo aspetto dell’istituto, si rischia di non poter rispondere compiutamente alla domanda di esame.

    Ho citato questo testo per consentire il confronto con l’altra edizione, ma lo sconsiglio per l’esame di diritto privato.

    Ha un prezzo di circa 35 €.

     

    Le nuove edizioni commerciali della Simone

    Per rendere questa pagina più completa, cito anche due testi della Simone:

    #1 Manuale di istituzioni di diritto privato (diritto civile), con 880 pagine

    Si tratta di un manuale molto pratico e ben argomentato. Ma lo studente che volesse presentarsi all’esame di diritto privato studiando da questo testo, farebbe meglio a nasconderlo alla commissione esaminatrice. I professori universitari non hanno una buona impressione di questi testi per la preparazione accademica.

    Infatti le edizioni della Simone sono più utili e pratici per l’esame di avvocato.

    Ha un prezzo di circa 30 €.

    #2 Compendio di istituzioni di diritto privato (diritto civile), con 656 pagine

    Questo compendio della Simone è ideale per affiancarlo a un manuale di maggiore fama (Torrente, Trabucchi, Timarchi o Galgano). Può essere usato soprattutto nella fase di ripasso dello studio, perché contiene un’ottima sintesi degli istituti giuridici più importanti della materia.

    Per gli studenti che vogliono una votazione superiore al 24, è da escludere per la preparazione dell’esame di diritto privato.

    Anche in questo caso, è molto strategico utilizzare questo volume assieme a un classico manuale, ma è sconsigliato nominarlo alla commissione esaminatrice. Il professore di diritto privato potrebbe strapparti il libretto degli esami al solo nominare le parole “compendio” e “Simone”.

    Il compendio della Simone, come tutti gli altri compendi, sono invece molto apprezzati e utilizzati per l’esame che abilita alla professione di avvocato.

    Un monumento: Manuale di diritto privato di Gazzoni

    Il Manuale di diritto di privato (Edizioni Scientifiche italiane) di Francesco Gazzoni è un manuale impegnativo e complesso, che però è rinomato in ogni Università.

    Il testo ha 1664 pagine e cita in modo completo la giurisprudenza più interessante sull’argomento.

    Consiglio lo studio di diritto privato su questo manuale di Gazzoni solo a studenti molto capaci e che hanno grandi ambizioni, perché la prosa è asciutta ma molto ardua. Risulta opportuno, soprattutto per l’aspetto nozionistico, affiancarlo con altri testi più semplici sopra elencati.

    Riferire alla commissione esaminatrice che è stato usato il Gazzoni per preparare il diritto privato può suscitare un grande interesse, ma allo stesso tempo molte aspettative.

    Una volta acquistato il manuale Gazzoni e letto l’introduzione, resterete affascinati dallo spessore di questo autore. A mio avviso, l’introduzione al manuale, scritta dallo stesso autore, contiene le pagine più interessanti che leggerete in tutta la carriere universitaria.

    Il prezzo del Manuale di diritto privato di Gazzoni è di circa 118 €.

    Come ricevere i libri di diritto privato a casa senza costi di spedizione e scontati?

    In questa pagina hai letto una carrellata dei migliori manuali per la preparazione dell’esame di privato.

    Prima di concludere, voglio però svelarti un piccolo trucco per ricevere il manuale scelto a casa, senza costi di spedizione e con altri vantaggi da Amazon (il sito più affidabile al mondo).

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    Conclusioni: quale manuale di diritto privato scegliere?

    L’esame di diritto privato risulta il più ostico perché è il primo vero scoglio nella facoltà di giurisprudenza. In realtà, saranno altri gli esami più complessi per chi vuole diventare un giurista.

    La complessità dell’esame di diritto privato è dovuta al fatto che lo studente del primo anno non conosce ancora il linguaggio tecnico-giuridico.

    Per comprendere il linguaggio del giurista basta prendere come esempio la nozione di testamento.

    Chiunque potrebbe definirlo così:

    un documento in cui una persona lascia la proprietà.

    In realtà, il giurista lo deve definire così:

    Il testamento è un atto giuridico mediante il quale una persona manifesta il proprio volere e dispone dei propri diritti per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

    Lo studente del primo anno deve quindi immergersi in un nuovo mondo giuridico con un linguaggio particolare. Per imparare ciò, io consiglio i primi 4 manuali di diritto privato in questa pagina:

    1. Manuale diritto privato di Torrente e Schlesinger;
    2. Istituzioni di diritto civile di Trabucchi;
    3. Istituzioni di diritto privato di Trimarchi;
    4. Diritto privato di Galgano.

    Se invece vuoi studiare in modo efficace diritto privato, leggi il nostro articolo sul Migliore metodo di studio.

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    Borsa avvocato uomo: Scopri prezzi e modelli di tendenza

    Cerchi una borsa avvocato uomo che possa essere utile ma anche alla moda?

    Ormai la classica borsa di pelle da poggiare sotto la sedia è un ricordo del vecchio avvocato con la forfora sulle spalle e i capelli spettinati. La borsa per avvocato è diventata un accessorio fondamentale, sia per la funzione tradizionale di portadocumenti, sia per integrare l’abbigliamento di tendenza fuori dallo studio professionale.

    Tutti i modelli consigliati hanno la dimensione ideale per contenere un pc portatile, che ormai è diventato uno strumento di lavoro per ogni avvocato.

    In questo articolo troverai le borse avvocato uomo più vendute, con le migliori recensioni e maggiormente apprezzate su Amazon, il più affidabile negozio on line.

    Se invece sei un’avvocatessa, visita la pagina sulle borse da avvocato per donna.

    Iniziamo a scoprire i vari modelli per l’acquisto.

    #1 Bostanten, borsa uomo in vera pelle

    La Bostanten è un marchio conosciuto per la lavorazione di borse in vera pelle bovina. Può essere scelta con il colore marrone o nero. La sua forma permette una grande capacità per essere usata comodamente per documenti formato A4 e anche per tenere un computer portatile fino a 13 pollici. Risulta dotata di uno scomparto interno e di cerniere interne ed esterne per custodire accessori vari.

    Chi l’ha scelta evidenzia un ottimo rapporto qualità e prezzo. Tra le borse avvocato uomo si colloca nella fascia di prezzo 80-90 euro.

    #2 Leathario, borsa con smart design

    Per i più giovani, la borsa avvocato Leathario ha un design semplice, ma con una vera pelle di alta qualità. La borsa si fa notare per uno stile moderno, facile da abbinare a un abbigliamento quotidiano ma anche elegante. Può essere usata come una borsa per laptop o una valigetta portatile per andare in ufficio e in udienza.

    Gli avvocati che l’hanno comprata hanno fatto delle ottime recensioni per la qualità della pelle e il design moderno. Ha una fascia di prezzo 60-70 euro.

    #3 Stilord, borsa avvocato uomo in stile vintage

    Borsa avvocato femminile Stilord Julian

    La borsa avvocato Stilord è un classico per chi ama lo stile vintage, da unire a un abbigliamento alla moda. Gli avvocati che vogliono vestire di tendenza ne apprezzano il colore kara-cognac, dall’effetto antico. Questa borsa si presenta con un aspetto affascinante per catturare l’attenzione ed è perfetta per coloro che vogliono avere un look elegante e raffinato. La particolarità è la chiusura a scatto con lucchetto e chiave.

    Fascia di prezzo 140-150 euro che non è un problema per chi vuole essere alla moda.

     

    #4 Bostanten, borsa in vera pelle dallo stile classico

    Bostanten borsa avvocato uomo

    La Bostanten è un borsa di alta qualità, in vera pelle bovina. Risulta essere una borsa pratica ma con rifiniture di pregio. Elegante per andare in tribunale oppure per viaggiare, avendo spazio per il pc portatile e altri documenti. Il marchio famoso riportato sui manici rende la borsa con un design più raffinato.

    Fascia di prezzo 100-110 euro.

    #5 E-Bestar, borsa in vera pelle con cuciture evidentevidenti

    E-bestar borsa avvocato uomo

    Borsa in vera pelle con cuciture di ottima fattura in rilievo e ben visibili per il contrasto con il pellame. La pelle semirigida rende il design anche casual, ideale per un abbigliamento meno formale. Allo stesso tempo, la forma e la qualità della pelle consentono un abbinamento con vestiti eleganti per l’attività di udienza. Ottima anche per appuntamenti informali dell’avvocato fuori dallo studio legale.

    Recensioni molto alte su Amazon, per una fascia di prezzo 90-100 euro.

    #6 Bostanten, borsa in cuoio lucido

    Bostanten borsa avvocato uomo in cuoio

    Borsa elaborata, realizzata con un cuoio di alta qualità e con fodera in poliestere resistente. Le cerniere sono pesanti e di evidente pregio. La Bostanten è una borsa rinomata soprattutto tra gli avvocati uomo a Londra, perché è un accessorio che rende il professionista più elegante. All’aspetto estetico, si aggiunge anche la funzionalità degli spazi interni molto capienti e ideali per tenere un computer portatile da 14 pollici a 15 pollici. La tracolla è sia regolabile sia rimovibile, per adattarsi a qualsiasi altezza.

    L’eleganza di questa borsa si colloca in una fascia di prezzo da 130-140 euro.

    #7 LMSHM, borsa avvocato uomo in vera pella di alto prestigio

    LMSHM borsa avvocato uomo

    La borsa della LMSHM è ideale per gli avvocati che cercano un accessorio di lusso per presentarsi all’appuntamento lavorativo in udienza o in riunione. Manager di successo sono affascinati da questo modello sobrio e di alta qualità. Ogni rifinitura è di massimo pregio, anche se lo spazio interno è piuttosto ridotto. Ideale per viaggi di lavoro di un avvocato.

    Fascia di prezzo 840-850 euro.

    #8 Leathario, borsa con stile minimal

    Leathario borsa avvocato uomo

    La borsa Leathario è arrivata sul mercato per presentarsi con uno stile minimalLa borsa può essere agevolmente tenuta sia per la maniglia sia a spalla. Ha una grande tasca principale che può comodamente ospitare riviste, plichi, listini, pc, ecc. Risulta dotata anche di tasche interne per penne, smartphone e altri accessori. Ha un design elegante e classico senza tempo.

    Fascia di prezzo 120-130 euro.

    Assegno di mantenimento: Guida completa e consigli pratici

    In questo articolo ti parlerò dell’assegno di mantenimento e di come farlo diminuire (se lo versi all’altro coniuge) o come farlo aumentare (se lo ricevi dall’altro coniuge).

    Le strategie che leggerai sono molto importanti per l’economia del coniuge, considerato che il versamento dell’assegno avviene mensilmente. Infatti, colui che versa l’assegno è costretto a sacrificare ogni mese circa la metà dello stipendio per mantenere il proprio ex. Mentre colui che riceve l’assegno dall’altro coniuge ha un fondamentale aiuto economico per mantenersi.

    L’articolo è scritto per entrambi i coniugi, ma puoi utilizzare le informazioni in base alle tue esigenze, per farlo aumentare o diminuire. Ad ogni modo conoscere le strategie del tuo avversario (ex coniuge) ti permetterà di difenderti meglio.

    Pensa che l’assegno può raggiungere cifre pazzesche, fino a una media di 90.000 euro in dieci anni. La scelta di un avvocato matrimonialista può essere determinante per avere dei vantaggi economici a lungo termine.

    Sono un avvocato civilista e conosco i metodi da mettere in campo a vantaggio del mio cliente, sia se deve percepire l’assegno sia se deve versarlo.

    Iniziamo subito da una breve premessa, per capire alcuni aspetti che molti non conoscono.

    Cosa è l’assegno di mantenimento

    L’assegno di mantenimento è un versamento in denaro all’altro coniuge o ai figli che deve avvenire mensilmente.

    Per ottenere l’assegno di mantenimento è necessario che il coniuge richiedente:

    • non abbia avuto l’addebito della separazione;
    • non abbia un reddito adeguato a mantenere lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio;
    • abbia un reddito inferiore all’altro coniuge.

    Chiariti questi punti essenziali, ecco gli argomenti da conoscere.

    Strategie e consigli sull’assegno di mantenimento

    Tutto quello che leggerai in questo articolo è previsto e ammesso dalla legge. Si tratta di astuzie da applicarle in tribunale per il mantenimento dell’altro coniuge. In questo senso la scelta di un avvocato di diritto di famiglia capace ed esperto è fondamentale.

    assegno di mantenimento e i vantaggi con un avvocato matrimonialista

    L’addebito della separazione

    Il modo principale per evitare di pagare l’assegno di mantenimento è far addebitare la separazione all’altro coniuge. Ovviamente se il motivo sussiste ed è reale.

    I motivi per l’addebito della separazione possono essere diversi:

    • infedeltà per tradimento;
    • maltrattamento, violenza fisica e psichica nei confronti dell’altro coniuge o dei figli;
    • aver taciuto consapevolmente l’incapacità di procreare;
    • abbandono del tetto coniugale senza giusta causa e senza il consenso dell’altro coniuge.

    Il motivo deve però essere dimostrato in modo rigoroso e preciso con documenti (ad esempio chat di Facebook per il tradimento) o testimoni (ad esempio per maltrattamenti). Risulta invece raro e difficilissimo poter convincere il giudice con semplici presunzioni (ad esempio l’ipotesi di tradimento per le uscite serali del coniuge, di cui non si ha nessuna prova).

    Il tenore di vita

    Il giudice valuta anche il tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio. Ma se dopo la separazione uno dei coniugi non ha sufficienti risorse economiche per continuare a mantenere il precedente tenore di vita, il giudice mette a confronto i redditi di entrambi i coniugi. In base a ciò stabilirà la misura di un assegno di mantenimento a favore del coniuge più debole.

    Il coniuge che vuol fare aumentare l’assegno deve dimostrare al giudice un tenore di vita più elevato. Mentre il coniuge che vuol far abbassare l’assegno di cui è obbligato a versare, deve fornire la prova contraria: ossia provare che l’altro coniuge non avesse prima un tenere di vita così elevato e che dopo la separazione mantiene comunque lo stesso tenore.

    La prova, per entrambi i coniugi, deve essere rigorosa e precisa, altrimenti il giudice considererà i fatti non dimostrati.

    Possono essere utilizzate prove documentali:

    • contratti con tour operator (ad esempio per dimostrare diverse vacanze all’estero durante il matrimonio);
    • biglietti aerei per viaggi di piacere;
    • visure al PRA dell’auto costosa guidata durante il matrimonio oppure dell’auto acquistata dall’altro coniuge ma usata in modo esclusivo;
    • contratti di affitto di case vacanze;
    • ricevute di pagamento per visite mediche effettuate da specialisti costosi;
    • scontrini per l’acquisto di abiti costosi, oppure di smart phone o computer rinnovati spesso dopo qualche anno;
    • ricevute di pagamento di trattamenti estetici eseguiti periodicamente;
    • ricevute di pagamento per interventi chirurgici estetici;
    • abbonamenti in piscina, in palestra, al teatro, a canali televisivi, al Wi-Fi senza limiti.

    Possono essere utilizzate prove testimoniali in caso di:

    • impossibilità di usare la prova documentale, come per lo smarrimento dello scontrino per l’acquisto di costosi gioielli o di abiti;
    • per dimostrare la presenza di una donna delle pulizie pagata in nero;
    • per provare l’uso continuo e personale di un’auto, anche se risulta intestata a un partente dell’altro coniuge.

    Si può anche chiedere al giudice di far ordinare alla banca gli estratti conto del marito (c.d. ordine esibizione di documenti). Ma su ciò ritornerò a parlare ampiamente dopo.

    Tenore di vita e assegno di mantenimento

    Determinazione assegno di mantenimento

    L’assegno di mantenimento si calcola in base al tenore di vita normalmente goduto dalla coppia con i redditi percepiti durante il matrimonio. Pertanto il coniuge che ha diritto all’assegno può chiedere al giudice le somme necessarie per mantenere il livello già raggiunto nel corso del matrimonio.

    Anche in questo caso bisognerà fornire al giudice una rigorosa e precisa prova documentale o testimoniale.

    Ad esempio che il mantenimento servirà:

    • a continuare a praticare lo sport, a fare i viaggi, a fare i ricevimenti che si facevano prima della separazione;
    • avere un’auto personale;
    • acquistare i beni di un certo livello che si acquistavano prima della separazione;
    • avere l’aiuto di una colf anche dopo la separazione.

    Di conseguenza, l’assegno non può essere chiesto per:

    • inutili spese;
    • per effettuare degli investimenti economici;
    • per avviare una nuova attività imprenditoriale.

     

    Criteri di calcolo dell’assegno di mantenimento

    La capacità economica dei coniugi deve essere valutata sul reddito netto e non su quello lordo.

    Per il calcolo dell’assegno bisogna inoltre considerare:

    • il reddito percepito da entrambi i coniugi, sia dichiarato sia in nero;
    • la capacità di guadagno del coniuge, in base a una valutazione specifica e non ad una mera possibilità di guadagno. In questo senso, non è sufficiente riferire al giudice che l’altro coniuge potrebbe trovare lavoro con la laurea posseduta, in base a una valutazione astratta e ipotetica;
    • il patrimonio mobiliare e immobiliare di entrambi i coniugi, anche se improduttivi di reddito (ad esempio una casa ereditata dai genitori e non data in locazione);
    • l’esistenza di una nuova famiglia creata dal coniuge obbligato a versare l’assegno. In questo caso, se il coniuge obbligato a versare l’assegno deve anche mantenere una nuova famiglia, può chiedere la riduzione dell’assegno;
    • l’esistenza di una nuova famiglia creata dal coniuge che percepisce l’assegno. In questo caso, se il coniuge che percepisce l’assegno ha un aiuto economico dal nuovo compagno, l’altro coniuge può chiedere la riduzione dell’assegno.
    • a chi è stata assegnata la casa coniugale. Infatti il coniuge che ne ha la disponibilità non dovrà sostenere spese di locazione, per cui l’altro coniuge può chiedere la riduzione dell’assegno;
    • la durata del matrimonio. Quindi il mantenimento dopo un anno di matrimonio, a parità di condizioni economiche, è inferiore al mantenimento dopo 30 anni di matrimonio;
    • aiuti economici dai familiari, che sono sempre considerati come reddito percepito.

    Anche in questo caso, è necessario dimostrare ciò in modo rigoroso e preciso con prove documentali o testimoniali.

    (Se vorresti fare un calcolo approssimativo di un assegno di mantenimento, leggi un altro mio articolo su come scegliere un buon avvocato).

    Calcolo assegno di mantenimento

    Rifiuto dell’offerta lavorativa del coniuge debole

    Si è già detto che il coniuge deve avere una concreta capacità di guadagnare, non essendo sufficiente una valutazione astratta e ipotetica. Ma il problema si pone quando il coniuge debole rifiuti un’offerta lavorativa, preferendo farsi mantenere dall’ex.

    I tribunali hanno già deciso che un coniuge può rifiutare un’offerta lavorativa e continuare a percepire l’assegno, ma solo a condizione che già durante il matrimonio non avesse mai lavorato. Si tratta delle ipotesi in cui i coniugi, durante il matrimonio, concordano che uno di essi non lavori, per curare la casa o accudire i figli.

    Se invece si rifiuta una reale offerta lavorativa, si può perdere il diritto a percepire l’assegno. In questo caso è il coniuge obbligato a versare l’assegno a dover dimostrare al giudice il rifiuto dell’altro coniuge (ad esempio chiamando a testimoniare il datore di lavoro).

    Accertamenti della Guardia di finanza

    Al momento della separazione i coniugi devono depositare in tribunale la dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni. Le dichiarazioni dei redditi sono in genere veritiere solo per i lavoratori dipendenti (soprattutto pubblici), mentre per i lavoratori autonomi e liberi professionisti possono sorgere molti dubbi. Sono frequenti entrate in nero, depositi, acquisto di azioni societarie, possesso di quote non dichiarate.

    Gli avvocati dei coniugi interessati possono quindi chiedere al giudice di avvalersi della Guardia di finanza per accertamenti sui redditi dell’altro coniuge.

    Il giudice, di regola, dispone le indagini in via eccezionale. L’avvocato deve quindi presentare al giudice un’istanza ben argomentata e fondata su fatti specifici, non essendo sufficiente chiedere un’indagine esplorativa. Ad esempio non basta ipotizzare che l’altro coniuge svolga un secondo lavoro in nero dal quale percepisce redditi, ma bisogna dimostrarlo al giudice (mediante testimoni).

    Il giudice può dunque ordinare alla Guardia di finanza di:

    • accertare la partecipazione del coniuge a imprese o a società commerciali;
    • accedere alla banca dati INPS, per ottenere informazioni sull’esistenza di altri rapporti di lavoro, pensioni, indennità di disoccupazione, riscossione di TFR, ecc.;
    • accedere alla banca dati dell’Anagrafe tributaria, per conoscere dell’esistenza di conti correnti bancari, conti postali, conti deposito, fondi pensione, cassette di sicurezza, ecc.

    Nella mia esperienza di avvocato mi sono occupato di diversi casi in cui abbiamo scoperto nuovi redditi dell’altro coniuge con istanze ben argomentate e dimostrate al giudice. Questo ci ha permesso di far aumentare o ridurre un assegno di mantenimento in base al coniuge difeso, con un vantaggio economico del cliente di migliaia di euro ogni anno.

    assegno di mantenimento e accertamento guardia di finanza

    Il criterio dell’autosufficienza per i divorziati vale anche per i separati?

    Avrai di certo sentito parlare del divorzio di Silvio Berlusconi che ha fatto cancellare il maxi assegno divorzile di milioni di euro alla ex Veronica Lario.

    Nel processo di divorzio di Berlusconi i giudici hanno applicato il principio stabilito dalla sentenza n. 16190/2017 della Corte di Cassazione, in base al quale bisogna tenere conto dell’autosufficienza del coniuge e non del precedente tenore di vita. Per cui essendo Veronica Lario indipendente economicamente (per reddito, proprietà, ecc.), non ha avuto nessuna importanza il precedente tenore di vita al fianco dell’ex Silvio Berlusconi.

    A questo punto, ci si chiede: il principio previsto dalla Corte di Cassazione per i processi di divorzio (come quello di Berlusconi), vale anche per il processo di separazione e per l’assegno di mantenimento?

    La Corte di Appello di Roma, con l’ordinanza del 15 dicembre 2017, ha risposto di sì. Ma questo, purtroppo, non basta: sono migliaia le sentenze che ogni mese rispondono di no.

    Il mio parere è comunque di insistere con una difesa processuale determinata e forte per provare a convincere il giudice ad applicare il principio previsto per il processo di divorzio anche nel processo di separazione.

    Molti principi sono nati dopo decenni di posizioni contrarie dei giudici, come è stato appunto per l’assegno di divorzio che solo adesso si basa sull’autosufficienza, mentre prima si è sempre basato sul tenore di vita.

    Dalla separazione al divorzio: come pagare meno un assegno di mantenimento

    Il 90% dei clienti che mi nominano loro avvocato per il divorzio in tribunale lo fanno dopo moltissimi anni di separazione. Nel corso di questo tempo, i miei clienti avranno di certo dovuto versare l’assegno di mantenimento, pagando migliaia o centinaia di euro al proprio ex.

    La legge, però, prevede che tra la separazione e il divorzio debba trascorrere un certo lasso di tempo, al fine di garantire una possibile riconciliazione dei coniugi. Tale tempo è di 6 mesi dal giorno in cui ci si è presentati davanti al presidente del tribunale per la separazione consensuale o di 12 mesi per la separazione giudiziale.

    Ma se la riconciliazione non è possibile e si è decisi a divorziare subito, il suggerimento è di presentare il ricorso per il divorzio il prima possibile, ovviamente dopo che la legge lo consente. Addirittura molti non sanno che è possibile presentare la domanda di divorzio anche quando è ancora in corso il processo di separazione. In questo caso, il processo di separazione continua solo per la richiesta di addebito, per l’affidamento dei figli e per le questioni economiche.

    Soluzione

    La strategia processuale non è conosciuta neanche da tanti avvocati, figuriamoci dai loro clienti:

    Nel processo di separazione i giudici considerano ancora il criterio del tenore di vita per stabilire l’ammontare del mantenimento. In questo modo il mantenimento sarà molto elevato. Mentre nel successivo processo di divorzio l’avvocato può chiedere l’applicazione del principio della Corte di Cassazione in base al quale non conta più il tenore di vita durante il matrimonio ma l’indipendenza economica che il coniuge ha dopo la separazione (sentenza n. 11504/2017). In questo modo si otterrà un assegno divorzile più basso o pari a ZERO rispetto al precedente mantenimento. Avviando quindi il processo di divorzio il prima possibile, si potranno risparmiare migliaia di euro ogni anno.

    Conclusioni


    Le strategie descritte in questo articolo, possono garantirti vantaggi economici del 40 %, per una media di 2.200 euro l’anno. Inoltre considera che sono solo una parte delle strategie possibili…

    Se hai quindi bisogno di un parere o di essere difeso da me, contattami nella pagina Consulenza legale, per valutare il tuo caso specifico e trovare una soluzione mirata.

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