Borsa avvocato femminile: Prezzi e modelli di tendenza

Negli ultimi anni, la borsa avvocato femminile è diventata un accessorio molto ricercato per vestire alla moda. I materiali, i colori e il design di una borsa cambieranno il vostro look, ma anche la sicurezza professionale.

Una ricerca italiana e svizzera ha dimostrato che il 73 % delle avvocato donna giudicate meglio vestite in un campione di 1300 professioniste, aveva una posizione lavorativa migliore delle altre. La ricerca non teneva conto del prezzo dell’abbigliamento, ma solo dell’eleganza femminile in generale.

L’immagine dell’avvocatessa sta acquistando negli anni un ruolo fondamentale. La borsa è quindi diventata un accessorio di moda, oltreché un semplice portadocumenti.

Per comprendere l’evoluzione della moda in tribunale, basta fare un giro tra le aule di udienze o nei caffè delle piazze vicine. In questi luoghi, si possono scoprire alcuni dei migliori stili del momento,  per eleganza e modernità.

In questa articolo, troverai una carrellata di borsa avvocato femminile tra le meglio recensite e, cliccando sul link, potrai acquistare direttamente su Amazon, a prezzi più competitivi e consegne garantite.

Per gli uomini, leggi la pagina sulle borsa avvocato maschile.

Ecosusi, borsa o zaino vintage in pelle

Borsa ecosusi vintage donna

La borsa della Ecosusi in pelle è una delle più amate tra le avvocatesse che vivono nella mobilità (a piedi, in metro, con lo scooter o in bus), soprattutto per la possibilità di essere usata sia a tracolla sia come zaino.

I colori disponibili sono caffè, marrone, vino rosso e nero.

L’interno ha un’imbottitura che risulta ottima per ospitare il computer portatile fino a 14,7 pollici. Ha diverse tasche, ideali per portachiavi, smartphone e altri accessori.

Questa borsa avvocato femminile è una tra le più scelte, con una fascia di prezzo 50-60 euro.

Su.B: borsa ideale per trolley

Borsa avvocatessa per trolley

La Su.B è una borsa in pelle molto versatile, per essere usata nel modo tradizionale a tracolla oppure agganciata a un trolley. Molto comoda da usare in viaggio oppure negli spostamenti lavorativi in città.

Questa borsa avvocato femminile è realizzata a mano in Italia, ragion per cui le cuciture risultano subito evidenti per l’alta qualità.

Possibile scegliere fino a 6 colori, compresi i più moderni alzavola e rosso.

Può contenere anche un notebook fino a 14 pollici.

Fascia di prezzo 190-200 euro.

Ecosusi, la borsa avvocato femminile più acquistata su Amazon

Ecosusi borsa donna avvocato per laptop

La Ecosusi in similpelle ha la migliore recensione on line per il rapporto qualità-prezzo.

Il fiocco, che può essere rimosso, rende questa borsa molto riconoscibile e particolare.

Le cuciture riescono a rendere la similpelle molto vicina alla vera pelle, fino a nasconderne il genere a un occhio non esperto. Al tatto, difficilmente può essere messa in discussione la qualità della borsa, molto apprezzata nelle recensioni.

Questa borsa ha 4 opzioni di trasporto:

  1. doppia spalla
  2. spalla singola
  3. a mano
  4. a tracolla.

Fascia di prezzo 50-60 euro.

Samsonite, la borsa per avvocati donna di classe

Borsa avvocato Samsonite

La Samsonite, nell’ultimo anno, risulta in testa alle classifiche per l’eleganza e la funzionalità delle borse. Non a caso, questo marchio è leader mondiale nella fabbricazione di accessori da viaggio.

Ha un design sobrio ma molto raffinato, facile da abbinare con qualsiasi tipo di look e colore.

Il materiale di pelle riesce a dare un impatto di alta qualità, in abbinamento al contrasto della cerniera che garantisce una massima apertura della struttura. Questa borsa risulta una delle più vendute a Londra, mentre la Samsonite è in generale la borsa maggiormente usata dai manager internazionali.

Può facilmente contenere un pc portatile da 15,6 pollici, oltre ad altri documenti in formato A4.

Fascia di prezzo 1.750 euro.

Burberry, la borsa avvocato femminile più elegante in tribunale

La borsa in pelle Burberry è una delle più riconoscibili a livello mondiale, per il motivo a tartan della famosa casa di alta moda britannica.

Può essere indossata a spalla oppure portata a mano. Gli interni sono molto spaziosi, sia per un pc fino a 13 pollici, sia per documenti formato A4.

Ideale anche per gli impegni fuori dal tribunale, dopo aver finito l’attività lavorativa.

La forza di questa borsa, oltre alla notorietà del design, è l’altissima qualità dei tessuti e della pelle.

Questa borsa avvocato femminile ha una fascia di prezzo 1.670 euro.

Impugnare testamento olografo: guida completa e consigli utili

La scomparsa di una persona è un dramma personale e familiare. Ma il sentimento di tristezza dopo la morte del familiare è spesso seguito dalla rabbia o dal dispiacere di scoprire cosa c’è scritto nel testamento. Nasce così una ricerca su Google che ti ossessionerà giorno e notte: come impugnare testamento olografo.

Il testamento può infatti escluderti dall’eredità del defunto in tutto o in parte, a vantaggio di altri parenti che non meritavano ciò oppure hanno una quota superiore a quella prevista dalla legge.

In questo articolo ti suggerirò i motivi per impugnare testamento olografo, ti darò i consigli utili prima di avviare il processo e ti indicherò i costi necessari. Le battaglie in tribunale in materia di successione sono tra le più lunghe, costose e incerte. Impara a conoscere la materia con questo articolo.

Sono un avvocato civilista, mi sono occupato diverse volte di questi casi in tutta Italia e posso svelarti alcuni aspetti se hai dubbi sulla validità di un testamento.

Prima, però, è necessario capire alcuni elementi che possono ritornarti utili dopo.

Cosa è un testamento olografo?

Il testamento olografo è uno scritto con il quale una persona dispone dei propri beni (denaro, auto, immobili, ecc.) dopo la sua morte. E’ la forma di testamento più utilizzata, perché non è necessario un Notaio e neanche dei testimoni, a differenza del testamento pubblico. Risulta quindi il testamento più economico.

Requisiti

Per essere valido, deve avere tre requisiti fondamentali.

  1. Essere interamente scritto a mano dal testatore, in qualsiasi lingua o dialetto. In questo modo la volontà del testatore è tutelata da eventuali falsificazioni o aggiunte nel testo da parte di altre persone. Infatti le principali falsificazioni di un testamento avvengono a causa di una mano che guida la mano del testatore oppure dell’imitazione della scrittura. Non è quindi valido un testamento scritto al computer, mentre è valido un testamento scritto a matita o su un legno, oltreché su carta.

  2. Contenere la data (giorno, mese e anno) scritta a mano dal testatore. Questa indicazione è utilizzata in caso di contestazioni sulla capacità del testatore di intendere e di volere (si pensi a una persona affetta da Alzheimer negli ultimi anni di vita, che però era sana alla data in cui ha fatto il testamento). La mancanza dell’indicazione del giorno e del mese ha però un’importanza che va valutata caso per caso, potendo risultare irrilevante oppure motivo annullamento, come quando manca l’anno. Si pensi a quando la data è utile per stabilire il testamento più recente, se il testatore ne ha fatti più di uno.

  3. Essere firmato dal testatore alla fine del testo.

Chiariti questi aspetti preliminari, passiamo ad analizzare tutto quello che devi sapere su come impugnare un testamento olografo.

Cosa fare quando si hanno dubbi sulla validità di un testamento?

Dopo aver scoperto dell’esistenza di un testamento di cui hai dubbi sulla validità, ecco i passi da seguire:

  • Fotografa e fotocopia (fronte e retro) il testamento alla prima occasione.
  • Se dubiti sulla falsità dello scritto o della firma, cerca altri fogli scritti e firmati dal defunto, per poterne confrontare la calligrafia e la sottoscrizione. Ma considera anche il periodo degli scritti, perché la calligrafia e la firma cambiano nel tempo.
  • Se dubiti sulla capacità di intendere e di volere del testatore, cerca documenti medici del testatore. Studia l’evoluzione della malattia alla data del testamento. Sono utili anche dei testimoni per dimostrare l’incapacità del testatore in un particolare momento della sua vita.
  • Se pensi vi sia stata una lesione della quota di legittima, confronta il valore dei beni lasciati in eredità a te e agli altri parenti. Per capire qual è la quota di legittima, puoi utilizzare l’applicazione qui sotto.

impugnazione testamento olografo per lesione quota legittima
Il valore del patrimonio va calcolato sommando il valore di tutti i beni mobili e immobili

Quando rivolgersi a un avvocato o un perito per impugnare testamento olografo

Nel 95% dei casi, alla prima lettura del testamento saltano già agli occhi motivi di invalidità. Ma è necessario considerare altri aspetti, in base al singolo caso.

  • Se la calligrafia o la firma sono chiaramente false, rivolgiti subito a un avvocato.
  • Se la calligrafia o la firma sembrano vere ma ti lasciano dei dubbi, cerca su Google un grafologo nella tua città. Ma chiedi inizialmente un parere orale, al costo medio di 200 euro, evitando di farti fare una perizia scritta che può costare oltre 800 euro. La perizia scritta servirà solo se il grafologo ti confermerà verbalmente la falsità dello scritto.
  • Se hai dubbi sulla capacità di intendere e di volere alla data indicata nel testamento, rivolgiti a un avvocato (ed eventualmente a un medico) per la valutazione del caso. Ma ricordati che l’impugnazione del testamento olografo per incapacità di intendere e di volere del testatore è tra le più incerte e rischiose, a meno che il testatore non fosse stato già dichiarato interdetto da una sentenza.
  • Se risulta evidente una lesione della quota di legittima o vuoi fare un accertamento più approfondito, chiedi un parere a un avvocato o a un notaio (per un costo da 50 a 150 euro). Il mio consiglio è di andare direttamente dall’avvocato, perché se ci sono i presupposti per impugnare devi comunque “passare” da lui.

Evita di cercare su internet avvocati gratis, come puoi leggere in un altro mio articolo. Va anche bene un avvocato civilista trovato on line, perché la questione è documentale e puoi inviare i documenti via mail.

Termine e vizi per impugnare testamento olografo?

La legge garantisce termini molto lunghi per impugnare testamento olografo. Ma devi considerare che con l’accettazione dell’eredità degli altri eredi, viene trasferita la proprietà e ciò renderà più difficoltosa la strada del processo. Per cui è bene rivolgersi subito a un avvocato se si nutrono dubbi sulla validità di un testamento.

Sono diversi i termini per impugnare testamento olografo e dipendono dal tipo di vizio.

Annullabilità

Se il vizio è meno grave, il testamento è annullabile entro 5 anni.

I casi di annullabilità sono:

  • INCAPACITÀ DI DISPORRE del minore di età, dell’interdetto per infermità di menta o di chi, anche se non interdetto, era incapace di intendere o volere alla data in cui ha fatto il testamento. In questo caso, il testamento può essere impugnato da chiunque vi abbia interesse. Il termine di 5 anni comincia a decorre dalla data in cui le disposizioni testamentarie hanno esecuzione (ad es. da quanto è stata consegnata la macchina o da quando si è entrati nel possesso della casa). In questo senso, non ha importanza la data della morte, della pubblicazione del testamento o della domanda di successione.
  • VIZI DELLA VOLONTÀ per errore, violenza o dolo. Ad esempio si ha errore se il testatore lascia la casa di Verona al figlio Matteo, ma in realtà a Verona ha due case e non dice nulla sull’altra. Si ha violenza quando ad esempio la sorella minaccia l’anziano testatore che non lo curerà se non gli lascia il terreno. Si ha infine dolo quando qualcuno induce il testatore a non inserire nel testamento un erede che invece il testatore avrebbe inserito. Il termine di 5 anni comincia a decorre dalla data in cui è stato scoperto l’errore, la violenza o il dolo.
  • VIZI DI FORMA (meno gravi) come la mancanza della data. In generale quando manca l’autografia o la firma, il testamento è nullo, mentre per ogni altro vizio di forma il testamento è annullabile. Il termine di 5 anni decorre dalla data in cui le disposizioni testamentarie hanno esecuzione.

Nullità

Se il vizio è più grave, il testamento è nullo. La nullità non è soggetta a prescrizione, potendo essere fatta valere senza limiti di tempo.

I casi di nullità sono:

  • DISPOSIZIONI TESTAMENTARIE CONTRARIE ALLA LEGGE, come per esempio il testamento con cui si lascia il garage per il commercio di sostanze vietate).
  • VIZI DI FORMA (gravi) come la mancanza dell’autografia o della firma. Per firma non devi intendere quella comunemente apposta nella carta di identità, perché sono ritenute valide anche l’uso di un conosciuto soprannome oppure frasi di stile come “dalla vostra adorata madre”.

Vizi per impugnazione testamento olografo

Costo impugnazione testamento olografo

I costi per impugnare testamento olografo dipendono dal caso. L’assistenza di un avvocato è necessaria sempre, mentre può essere opportuna una perizia grafologica (in caso di impugnazione su vizi formali) o medica (in caso di impugnazione per incapacità di intendere o di volere del testatore).

Come detto, la prima spesa da fare è per un parere orale di un grafologo (mediamente 200 euro).

Se il grafologo rileva la falsità della scrittura o della firma, occorre rivolgersi a un avvocato civilista e poi richiedere al grafologo la perizia scritta (a partire da 800 euro, ma il costo dipende da tanti fattori).

Nel caso in cui si mette in dubbio la capacità di intendere e di volere del testatore, è necessaria una perizia medica (a partire da 1400 euro).

A questo punto, se le perizie hanno confermato la tesi dell’invalidità del testamento, occorre sostenere le spese del processo. La tabella qui sotto può darti un’idea.

costi impugnazione testamento olografo
L’impugnazione del testamento per falsità o incapacità, richiede sempre una perizia di parte e una consulenza tecnica d’ufficio (detta CTU)

Conclusioni

Se un testamento ti fa dubitare sulla sua validità devi subito consultare un avvocato e, a seconda dei casi, anche un grafologo o un medico. Il passare del tempo può compromettere i tuoi diritti (per prescrizione oppure perché l’azione della controparte non è stata fermata o contenuta).

L’avvocato Gianluca Piemonte, che ha scritto questa guida ed è il fondatore del legal blog Matrilex, ha finora assistito centinaia di persone con problemi di eredità e successione in tutta Italia. 

Non si rilasciano pareri gratuiti, perché riceviamo tante richieste che richiedono uno studio del caso per poter dare una parere professionale. Se sarà necessario impugnare il testamento, l’assistenza dell’avvocato Gianluca Piemonte può essere prestata in ogni provincia italiana. Infatti i procedimenti di impugnazione sono documentali e con il processo telematico è possibile svolgere gli adempimenti di cancelleria a distanza.

Puoi chiedere l’assistenza legale dell’avvocato Gianluca Piemonte compilando il modulo sotto o dalla nostra pagina CONSULENZA LEGALE.

Miglior Manuale Diritto Privato per superare l’esame

L’esame di diritto privato è il più difficile e temuto del primo anno di università, per cui l’acquisto di un ottimo manuale di diritto privato è fondamentale.

Scopri qual è il miglior manuale di diritto privato in questa pagina e acquista con la consapevolezza di scegliere un libro che sia comprensibile ed efficace.

Allo studente del primo anno non è infatti richiesta la conoscenza approfondita della dottrina o della giurisprudenza, come sarà invece necessario per l’esame successivo di diritto civile. La commissione di esame vorrà valutare che lo studente abbia compreso l’istituto giuridico e la sua disciplina.

L’errore di molti studenti è quello di imparare a memoria le nozioni che risultano di difficile comprensione. Questo metodo ha l’effetto collaterale di farti fare scena muta in caso di ansia o, peggio ancora, di non prepararti abbastanza per le successive materie di diritto.

In questo articolo ti suggerirò i migliori manuali di diritto privato, prendendo in considerazione questi dati:

  • manuali indicati dalla maggior parte dei professori universitari;
  • suggerimenti di altri studenti che hanno brillantemente superato l’esame di diritto privato (soprattutto da forum studenti);
  • libri di diritto privato con l’esposizione più chiara e comprensibile presenti sul mercato.

Troverai anche i prezzi dei manuali di diritto privato, ma fin da ora ti consiglio di non scegliere in base al più economico. I libri che costano meno sono i compendi, cioè quei libri che riassumono la materia, ma rischi di non superare l’esame o di superarlo con un voto basso.

Cliccando sui link dei libri consigliati in questa pagina, potrai acquistare direttamente su Amazon, perché i prezzi sono più competitivi e le consegna rapide.

Se invece sei un praticante avvocato, leggi la pagina sui migliori libri per l’orale dell’esame di avvocato.

Il migliore in assoluto: Manuale diritto privato di Torrente – Schlesinger

Il libro più acquistato, consigliato e apprezzato per preparare l’esame di diritto privato è Manuale diritto privato di Andrea Torrente e Piero Schlesinger (ed. Giuffrè).

I motivi per cui questo manuale risulta il migliore per l’esame di diritto privato sono:

  • chiarezza nella spiegazione degli istituti giuridici;
  • comprensibilità per lo studente ai primi anni;
  • esempi pratici per capire la spiegazione;
  • aggiornamento con le ultime novità normative che spesso sono chieste all’esame;
  • completezza nella trattazione di tutti gli argomenti richiesti dalle commissioni di esame di tutta Italia;
  • prestigio del testo e degli autori, che risultano apprezzati da tutti i professori di diritto privato.

Una delle prime domande per l’esame di diritto privato, infatti, è “Da quale libro hai studiato?“. Rispondere a questa domanda “Dal manuale di Torrente e Schlesinger ” va a tuo favore, perché nessun professore si è mai permesso di mettere in discussione questa scelta. Probabilmente, proprio il tuo professore di diritto privato avrà studiato ed elogiato lo stesso manuale di diritto privato! Tutti i giuristi hanno questo manuale nella propria libreria.

Sono un avvocato e posso testimoniarti che molti miei colleghi, all’esame di avvocato, hanno ripreso in mano proprio questo manuale di diritto privato. Lascio a te immaginare il motivo.

Questo Manuale di diritto privato ha 1604 pagine, ma ciò non deve scoraggiarti per diverse ragioni.

L’impaginazione del manuale di diritto privato Torrente ha dei caratteri molti grandi, con interlinee molto larghe e margini spaziosi. Questo significa che il numero di pagine potrebbe essere ridotto del 40 % se rapportato a un testo classico.

Il prezzo del manuale è di circa 55 €.

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L’alternativa per preparare l’esame: Istituzioni di diritto civile di Trabucchi

Il libro di Trabucchi Istituzioni di diritto civile (ed. CEDAM) si colloca al secondo posto nella classifica dei libri consigliati per l’esame universitario.

Questo libro, anche se non è denominato “manuale”, può essere definito tale in tutti i suoi aspetti, perché contiene tutte le argomentazioni della disciplina di diritto di privato.

Molte generazioni di giuristi, quali professori, avvocati e giudici hanno preparato l’esame di diritto privato su questo libro.

Anche per il libro di Trabucchi vale quanto detto per il Torrente, riguardo all’autorevolezza dell’autore. Questo significa che aver studiato su questo libro sarà molto apprezzato dal professore per l’esame di diritto privato.

Il libro ha 1386 pagine, ma l’impaginazione è più stretta rispetto al Torrente. Per cui può definirsi un libro più esteso rispetto al Torrente. Infatti il Trabucchi tratta gli argomenti con maggiore approfondimento e richiami sia alla giurisprudenza sia alla dottrina civilista.

Il costo del manuale di Trabucchi è di circa 55 €.

 

Un libro sempre apprezzato: Istituzioni di diritto privato di Piero Trimarchi

Per comprendere l’importanza del manuale Istituzioni di diritto privato (ed. Giuffrè) è sufficiente ricordare che l’autore, Pietro Trimarchi, è uno dei più illustri e autorevoli giuristi italiani.

Il manuale di diritto privato Trimarchi si caratterizza per semplicità e chiarezza espositiva simile al manuale Torrente.

Il libro ha 866 pagine ma risulta completo e aggiornato nella trattazione di tutti gli argomenti (compreso la recente riforma sulle unioni civili). Sono presenti, quasi per ogni argomento, moltissimi esempi capaci di rendere l’esposizione dell’istituto giuridico più chiaro e comprensibile, soprattutto per lo studente di giurisprudenza.

Il manuale di Trimarchi, insieme al Torrente, al Trabucchi e al Galgano (di cui si dirà dopo), sono una garanzia per presentarsi all’esame di diritto privato. Nessun professore universitario avrà da ridire, a differenza di altri manuali presenti sul mercato, i cui autori sono spesso messi in discussione da alcuni professore che adottano altre tesi dottrinali.

Anche in questo caso, alla domanda del professore o del componente della commissione esaminatrice “Da quale manuale hai studiato?”, potrai dare già una prima risposta con enorme potere: “Dal Trimarchi”.

Il prezzo del manuale di Trimarchi è di circa 55 €.

Per autorevolezza e considerazione: due libri di Francesco Galgano

Di Francesco Galgano sono da segnalare due libri:

#1 Diritto privato (ed. CEDAM), con 1131 pagine

Questa edizione può essere considerata un’alternativa valida ai precedenti già elencati. Da decine e decine di anni, è sempre apprezzato per autorevolezza in tutte le Università italiane.

Si tratta dell’edizione classica, ben argomentata e strutturata. In ogni corso universitario è una pietra miliare nella storia del diritto privato contemporaneo.

Il testo è molto chiaro e l’indice ben strutturato per collegare i vari istituti giuridici. A differenza degli altri manuali, non contiene molti esempi, ma ciò non pregiudica la comprensione degli argomenti ben trattati.

Ha un prezzo di circa 60 €.

#2 Istituzioni di diritto privato (ed. CEDAM), con 486 pagine

Questa edizione è molto più snella e sintetica rispetto alla precedente. Per l’esame di diritto privato è da sconsigliare per lo studente che ambisce a una votazione superiore al 26-28. Infatti difficilmente si può puntare alla lode studiando da questo manuale di diritto privato.

Come tutte le edizioni ridotte, necessita di uno studio senza ulteriori sintesi. Infatti, se si tralascia un singolo aspetto dell’istituto, si rischia di non poter rispondere compiutamente alla domanda di esame.

Ho citato questo testo per consentire il confronto con l’altra edizione, ma lo sconsiglio per l’esame di diritto privato.

Ha un prezzo di circa 35 €.

 

Le nuove edizioni commerciali della Simone

Per rendere questa pagina più completa, cito anche due testi della Simone:

#1 Manuale di istituzioni di diritto privato (diritto civile), con 880 pagine

Si tratta di un manuale molto pratico e ben argomentato. Ma lo studente che volesse presentarsi all’esame di diritto privato studiando da questo testo, farebbe meglio a nasconderlo alla commissione esaminatrice. I professori universitari non hanno una buona impressione di questi testi per la preparazione accademica.

Infatti le edizioni della Simone sono più utili e pratici per l’esame di avvocato.

Ha un prezzo di circa 30 €.

#2 Compendio di istituzioni di diritto privato (diritto civile), con 656 pagine

Questo compendio della Simone è ideale per affiancarlo a un manuale di maggiore fama (Torrente, Trabucchi, Timarchi o Galgano). Può essere usato soprattutto nella fase di ripasso dello studio, perché contiene un’ottima sintesi degli istituti giuridici più importanti della materia.

Per gli studenti che vogliono una votazione superiore al 24, è da escludere per la preparazione dell’esame di diritto privato.

Anche in questo caso, è molto strategico utilizzare questo volume assieme a un classico manuale, ma è sconsigliato nominarlo alla commissione esaminatrice. Il professore di diritto privato potrebbe strapparti il libretto degli esami al solo nominare le parole “compendio” e “Simone”.

Il compendio della Simone, come tutti gli altri compendi, sono invece molto apprezzati e utilizzati per l’esame che abilita alla professione di avvocato.

Un monumento: Manuale di diritto privato di Gazzoni

Il Manuale di diritto di privato (Edizioni Scientifiche italiane) di Francesco Gazzoni è un manuale impegnativo e complesso, che però è rinomato in ogni Università.

Il testo ha 1664 pagine e cita in modo completo la giurisprudenza più interessante sull’argomento.

Consiglio lo studio di diritto privato su questo manuale di Gazzoni solo a studenti molto capaci e che hanno grandi ambizioni, perché la prosa è asciutta ma molto ardua. Risulta opportuno, soprattutto per l’aspetto nozionistico, affiancarlo con altri testi più semplici sopra elencati.

Riferire alla commissione esaminatrice che è stato usato il Gazzoni per preparare il diritto privato può suscitare un grande interesse, ma allo stesso tempo molte aspettative.

Una volta acquistato il manuale Gazzoni e letto l’introduzione, resterete affascinati dallo spessore di questo autore. A mio avviso, l’introduzione al manuale, scritta dallo stesso autore, contiene le pagine più interessanti che leggerete in tutta la carriere universitaria.

Il prezzo del Manuale di diritto privato di Gazzoni è di circa 118 €.

Come ricevere i libri di diritto privato a casa senza costi di spedizione e scontati?

In questa pagina hai letto una carrellata dei migliori manuali per la preparazione dell’esame di privato.

Prima di concludere, voglio però svelarti un piccolo trucco per ricevere il manuale scelto a casa, senza costi di spedizione e con altri vantaggi da Amazon (il sito più affidabile al mondo).

COSA FARE: Iscriviti a Prime Studenti e usufruisci della prova gratuita per 90 giorni.

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Conclusioni: quale manuale di diritto privato scegliere?

L’esame di diritto privato risulta il più ostico perché è il primo vero scoglio nella facoltà di giurisprudenza. In realtà, saranno altri gli esami più complessi per chi vuole diventare un giurista.

La complessità dell’esame di diritto privato è dovuta al fatto che lo studente del primo anno non conosce ancora il linguaggio tecnico-giuridico.

Per comprendere il linguaggio del giurista basta prendere come esempio la nozione di testamento.

Chiunque potrebbe definirlo così:

un documento in cui una persona lascia la proprietà.

In realtà, il giurista lo deve definire così:

Il testamento è un atto giuridico mediante il quale una persona manifesta il proprio volere e dispone dei propri diritti per il tempo in cui avrà cessato di vivere.

Lo studente del primo anno deve quindi immergersi in un nuovo mondo giuridico con un linguaggio particolare. Per imparare ciò, io consiglio i primi 4 manuali di diritto privato in questa pagina:

  1. Manuale diritto privato di Torrente e Schlesinger;
  2. Istituzioni di diritto civile di Trabucchi;
  3. Istituzioni di diritto privato di Trimarchi;
  4. Diritto privato di Galgano.

Se invece vuoi studiare in modo efficace diritto privato, leggi il nostro articolo sul Migliore metodo di studio.

Borsa avvocato uomo: Scopri prezzi e modelli di tendenza

Cerchi una borsa avvocato uomo che possa essere utile ma anche alla moda?

Ormai la classica borsa di pelle da poggiare sotto la sedia è un ricordo del vecchio avvocato con la forfora sulle spalle e i capelli spettinati. La borsa per avvocato è diventata un accessorio fondamentale, sia per la funzione tradizionale di portadocumenti, sia per integrare l’abbigliamento di tendenza fuori dallo studio professionale.

Tutti i modelli consigliati hanno la dimensione ideale per contenere un pc portatile, che ormai è diventato uno strumento di lavoro per ogni avvocato.

In questo articolo troverai le borse avvocato uomo più vendute, con le migliori recensioni e maggiormente apprezzate su Amazon, il più affidabile negozio on line.

Se invece sei un’avvocatessa, visita la pagina sulle borse da avvocato per donna.

Iniziamo a scoprire i vari modelli per l’acquisto.

#1 Bostanten, borsa uomo in vera pelle

La Bostanten è un marchio conosciuto per la lavorazione di borse in vera pelle bovina. Può essere scelta con il colore marrone o nero. La sua forma permette una grande capacità per essere usata comodamente per documenti formato A4 e anche per tenere un computer portatile fino a 13 pollici. Risulta dotata di uno scomparto interno e di cerniere interne ed esterne per custodire accessori vari.

Chi l’ha scelta evidenzia un ottimo rapporto qualità e prezzo. Tra le borse avvocato uomo si colloca nella fascia di prezzo 80-90 euro.

#2 Leathario, borsa con smart design

Per i più giovani, la borsa avvocato Leathario ha un design semplice, ma con una vera pelle di alta qualità. La borsa si fa notare per uno stile moderno, facile da abbinare a un abbigliamento quotidiano ma anche elegante. Può essere usata come una borsa per laptop o una valigetta portatile per andare in ufficio e in udienza.

Gli avvocati che l’hanno comprata hanno fatto delle ottime recensioni per la qualità della pelle e il design moderno. Ha una fascia di prezzo 60-70 euro.

#3 Stilord, borsa avvocato uomo in stile vintage

Borsa avvocato femminile Stilord Julian

La borsa avvocato Stilord è un classico per chi ama lo stile vintage, da unire a un abbigliamento alla moda. Gli avvocati che vogliono vestire di tendenza ne apprezzano il colore kara-cognac, dall’effetto antico. Questa borsa si presenta con un aspetto affascinante per catturare l’attenzione ed è perfetta per coloro che vogliono avere un look elegante e raffinato. La particolarità è la chiusura a scatto con lucchetto e chiave.

Fascia di prezzo 140-150 euro che non è un problema per chi vuole essere alla moda.

 

#4 Bostanten, borsa in vera pelle dallo stile classico

Bostanten borsa avvocato uomo

La Bostanten è un borsa di alta qualità, in vera pelle bovina. Risulta essere una borsa pratica ma con rifiniture di pregio. Elegante per andare in tribunale oppure per viaggiare, avendo spazio per il pc portatile e altri documenti. Il marchio famoso riportato sui manici rende la borsa con un design più raffinato.

Fascia di prezzo 100-110 euro.

#5 E-Bestar, borsa in vera pelle con cuciture evidentevidenti

E-bestar borsa avvocato uomo

Borsa in vera pelle con cuciture di ottima fattura in rilievo e ben visibili per il contrasto con il pellame. La pelle semirigida rende il design anche casual, ideale per un abbigliamento meno formale. Allo stesso tempo, la forma e la qualità della pelle consentono un abbinamento con vestiti eleganti per l’attività di udienza. Ottima anche per appuntamenti informali dell’avvocato fuori dallo studio legale.

Recensioni molto alte su Amazon, per una fascia di prezzo 90-100 euro.

#6 Bostanten, borsa in cuoio lucido

Bostanten borsa avvocato uomo in cuoio

Borsa elaborata, realizzata con un cuoio di alta qualità e con fodera in poliestere resistente. Le cerniere sono pesanti e di evidente pregio. La Bostanten è una borsa rinomata soprattutto tra gli avvocati uomo a Londra, perché è un accessorio che rende il professionista più elegante. All’aspetto estetico, si aggiunge anche la funzionalità degli spazi interni molto capienti e ideali per tenere un computer portatile da 14 pollici a 15 pollici. La tracolla è sia regolabile sia rimovibile, per adattarsi a qualsiasi altezza.

L’eleganza di questa borsa si colloca in una fascia di prezzo da 130-140 euro.

#7 LMSHM, borsa avvocato uomo in vera pella di alto prestigio

LMSHM borsa avvocato uomo

La borsa della LMSHM è ideale per gli avvocati che cercano un accessorio di lusso per presentarsi all’appuntamento lavorativo in udienza o in riunione. Manager di successo sono affascinati da questo modello sobrio e di alta qualità. Ogni rifinitura è di massimo pregio, anche se lo spazio interno è piuttosto ridotto. Ideale per viaggi di lavoro di un avvocato.

Fascia di prezzo 840-850 euro.

#8 Leathario, borsa con stile minimal

Leathario borsa avvocato uomo

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Assegno di mantenimento: Guida completa e consigli pratici

In questo articolo ti parlerò dell’assegno di mantenimento e di come farlo diminuire (se lo versi all’altro coniuge) o come farlo aumentare (se lo ricevi dall’altro coniuge).

Le strategie che leggerai sono molto importanti per l’economia del coniuge, considerato che il versamento dell’assegno avviene mensilmente. Infatti, colui che versa l’assegno è costretto a sacrificare ogni mese circa la metà dello stipendio per mantenere il proprio ex. Mentre colui che riceve l’assegno dall’altro coniuge ha un fondamentale aiuto economico per mantenersi.

L’articolo è scritto per entrambi i coniugi, ma puoi utilizzare le informazioni in base alle tue esigenze, per farlo aumentare o diminuire. Ad ogni modo conoscere le strategie del tuo avversario (ex coniuge) ti permetterà di difenderti meglio.

Pensa che l’assegno può raggiungere cifre pazzesche, fino a una media di 90.000 euro in dieci anni. La scelta di un avvocato matrimonialista può essere determinante per avere dei vantaggi economici a lungo termine.

Sono un avvocato civilista e conosco i metodi da mettere in campo a vantaggio del mio cliente, sia se deve percepire l’assegno sia se deve versarlo.

Iniziamo subito da una breve premessa, per capire alcuni aspetti che molti non conoscono.

Cosa è l’assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento è un versamento in denaro all’altro coniuge o ai figli che deve avvenire mensilmente.

Per ottenere l’assegno di mantenimento è necessario che il coniuge richiedente:

  • non abbia avuto l’addebito della separazione;
  • non abbia un reddito adeguato a mantenere lo stesso tenore di vita avuto durante il matrimonio;
  • abbia un reddito inferiore all’altro coniuge.

Chiariti questi punti essenziali, ecco gli argomenti da conoscere.

Strategie e consigli sull’assegno di mantenimento

Tutto quello che leggerai in questo articolo è previsto e ammesso dalla legge. Si tratta di astuzie da applicarle in tribunale per il mantenimento dell’altro coniuge. In questo senso la scelta di un avvocato di diritto di famiglia capace ed esperto è fondamentale.

assegno di mantenimento e i vantaggi con un avvocato matrimonialista

L’addebito della separazione

Il modo principale per evitare di pagare l’assegno di mantenimento è far addebitare la separazione all’altro coniuge. Ovviamente se il motivo sussiste ed è reale.

I motivi per l’addebito della separazione possono essere diversi:

  • infedeltà per tradimento;
  • maltrattamento, violenza fisica e psichica nei confronti dell’altro coniuge o dei figli;
  • aver taciuto consapevolmente l’incapacità di procreare;
  • abbandono del tetto coniugale senza giusta causa e senza il consenso dell’altro coniuge.

Il motivo deve però essere dimostrato in modo rigoroso e preciso con documenti (ad esempio chat di Facebook per il tradimento) o testimoni (ad esempio per maltrattamenti). Risulta invece raro e difficilissimo poter convincere il giudice con semplici presunzioni (ad esempio l’ipotesi di tradimento per le uscite serali del coniuge, di cui non si ha nessuna prova).

Il tenore di vita

Il giudice valuta anche il tenore di vita dei coniugi durante il matrimonio. Ma se dopo la separazione uno dei coniugi non ha sufficienti risorse economiche per continuare a mantenere il precedente tenore di vita, il giudice mette a confronto i redditi di entrambi i coniugi. In base a ciò stabilirà la misura di un assegno di mantenimento a favore del coniuge più debole.

Il coniuge che vuol fare aumentare l’assegno deve dimostrare al giudice un tenore di vita più elevato. Mentre il coniuge che vuol far abbassare l’assegno di cui è obbligato a versare, deve fornire la prova contraria: ossia provare che l’altro coniuge non avesse prima un tenere di vita così elevato e che dopo la separazione mantiene comunque lo stesso tenore.

La prova, per entrambi i coniugi, deve essere rigorosa e precisa, altrimenti il giudice considererà i fatti non dimostrati.

Possono essere utilizzate prove documentali:

  • contratti con tour operator (ad esempio per dimostrare diverse vacanze all’estero durante il matrimonio);
  • biglietti aerei per viaggi di piacere;
  • visure al PRA dell’auto costosa guidata durante il matrimonio oppure dell’auto acquistata dall’altro coniuge ma usata in modo esclusivo;
  • contratti di affitto di case vacanze;
  • ricevute di pagamento per visite mediche effettuate da specialisti costosi;
  • scontrini per l’acquisto di abiti costosi, oppure di smart phone o computer rinnovati spesso dopo qualche anno;
  • ricevute di pagamento di trattamenti estetici eseguiti periodicamente;
  • ricevute di pagamento per interventi chirurgici estetici;
  • abbonamenti in piscina, in palestra, al teatro, a canali televisivi, al Wi-Fi senza limiti.

Possono essere utilizzate prove testimoniali in caso di:

  • impossibilità di usare la prova documentale, come per lo smarrimento dello scontrino per l’acquisto di costosi gioielli o di abiti;
  • per dimostrare la presenza di una donna delle pulizie pagata in nero;
  • per provare l’uso continuo e personale di un’auto, anche se risulta intestata a un partente dell’altro coniuge.

Si può anche chiedere al giudice di far ordinare alla banca gli estratti conto del marito (c.d. ordine esibizione di documenti). Ma su ciò ritornerò a parlare ampiamente dopo.

Tenore di vita e assegno di mantenimento

Determinazione assegno di mantenimento

L’assegno di mantenimento si calcola in base al tenore di vita normalmente goduto dalla coppia con i redditi percepiti durante il matrimonio. Pertanto il coniuge che ha diritto all’assegno può chiedere al giudice le somme necessarie per mantenere il livello già raggiunto nel corso del matrimonio.

Anche in questo caso bisognerà fornire al giudice una rigorosa e precisa prova documentale o testimoniale.

Ad esempio che il mantenimento servirà:

  • a continuare a praticare lo sport, a fare i viaggi, a fare i ricevimenti che si facevano prima della separazione;
  • avere un’auto personale;
  • acquistare i beni di un certo livello che si acquistavano prima della separazione;
  • avere l’aiuto di una colf anche dopo la separazione.

Di conseguenza, l’assegno non può essere chiesto per:

  • inutili spese;
  • per effettuare degli investimenti economici;
  • per avviare una nuova attività imprenditoriale.

 

Criteri di calcolo dell’assegno di mantenimento

La capacità economica dei coniugi deve essere valutata sul reddito netto e non su quello lordo.

Per il calcolo dell’assegno bisogna inoltre considerare:

  • il reddito percepito da entrambi i coniugi, sia dichiarato sia in nero;
  • la capacità di guadagno del coniuge, in base a una valutazione specifica e non ad una mera possibilità di guadagno. In questo senso, non è sufficiente riferire al giudice che l’altro coniuge potrebbe trovare lavoro con la laurea posseduta, in base a una valutazione astratta e ipotetica;
  • il patrimonio mobiliare e immobiliare di entrambi i coniugi, anche se improduttivi di reddito (ad esempio una casa ereditata dai genitori e non data in locazione);
  • l’esistenza di una nuova famiglia creata dal coniuge obbligato a versare l’assegno. In questo caso, se il coniuge obbligato a versare l’assegno deve anche mantenere una nuova famiglia, può chiedere la riduzione dell’assegno;
  • l’esistenza di una nuova famiglia creata dal coniuge che percepisce l’assegno. In questo caso, se il coniuge che percepisce l’assegno ha un aiuto economico dal nuovo compagno, l’altro coniuge può chiedere la riduzione dell’assegno.
  • a chi è stata assegnata la casa coniugale. Infatti il coniuge che ne ha la disponibilità non dovrà sostenere spese di locazione, per cui l’altro coniuge può chiedere la riduzione dell’assegno;
  • la durata del matrimonio. Quindi il mantenimento dopo un anno di matrimonio, a parità di condizioni economiche, è inferiore al mantenimento dopo 30 anni di matrimonio;
  • aiuti economici dai familiari, che sono sempre considerati come reddito percepito.

Anche in questo caso, è necessario dimostrare ciò in modo rigoroso e preciso con prove documentali o testimoniali.

(Se vorresti fare un calcolo approssimativo di un assegno di mantenimento, leggi un altro mio articolo su come scegliere un buon avvocato).

Calcolo assegno di mantenimento

Rifiuto dell’offerta lavorativa del coniuge debole

Si è già detto che il coniuge deve avere una concreta capacità di guadagnare, non essendo sufficiente una valutazione astratta e ipotetica. Ma il problema si pone quando il coniuge debole rifiuti un’offerta lavorativa, preferendo farsi mantenere dall’ex.

I tribunali hanno già deciso che un coniuge può rifiutare un’offerta lavorativa e continuare a percepire l’assegno, ma solo a condizione che già durante il matrimonio non avesse mai lavorato. Si tratta delle ipotesi in cui i coniugi, durante il matrimonio, concordano che uno di essi non lavori, per curare la casa o accudire i figli.

Se invece si rifiuta una reale offerta lavorativa, si può perdere il diritto a percepire l’assegno. In questo caso è il coniuge obbligato a versare l’assegno a dover dimostrare al giudice il rifiuto dell’altro coniuge (ad esempio chiamando a testimoniare il datore di lavoro).

Accertamenti della Guardia di finanza

Al momento della separazione i coniugi devono depositare in tribunale la dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni. Le dichiarazioni dei redditi sono in genere veritiere solo per i lavoratori dipendenti (soprattutto pubblici), mentre per i lavoratori autonomi e liberi professionisti possono sorgere molti dubbi. Sono frequenti entrate in nero, depositi, acquisto di azioni societarie, possesso di quote non dichiarate.

Gli avvocati dei coniugi interessati possono quindi chiedere al giudice di avvalersi della Guardia di finanza per accertamenti sui redditi dell’altro coniuge.

Il giudice, di regola, dispone le indagini in via eccezionale. L’avvocato deve quindi presentare al giudice un’istanza ben argomentata e fondata su fatti specifici, non essendo sufficiente chiedere un’indagine esplorativa. Ad esempio non basta ipotizzare che l’altro coniuge svolga un secondo lavoro in nero dal quale percepisce redditi, ma bisogna dimostrarlo al giudice (mediante testimoni).

Il giudice può dunque ordinare alla Guardia di finanza di:

  • accertare la partecipazione del coniuge a imprese o a società commerciali;
  • accedere alla banca dati INPS, per ottenere informazioni sull’esistenza di altri rapporti di lavoro, pensioni, indennità di disoccupazione, riscossione di TFR, ecc.;
  • accedere alla banca dati dell’Anagrafe tributaria, per conoscere dell’esistenza di conti correnti bancari, conti postali, conti deposito, fondi pensione, cassette di sicurezza, ecc.

Nella mia esperienza di avvocato mi sono occupato di diversi casi in cui abbiamo scoperto nuovi redditi dell’altro coniuge con istanze ben argomentate e dimostrate al giudice. Questo ci ha permesso di far aumentare o ridurre un assegno di mantenimento in base al coniuge difeso, con un vantaggio economico del cliente di migliaia di euro ogni anno.

assegno di mantenimento e accertamento guardia di finanza

Il criterio dell’autosufficienza per i divorziati vale anche per i separati?

Avrai di certo sentito parlare del divorzio di Silvio Berlusconi che ha fatto cancellare il maxi assegno divorzile di milioni di euro alla ex Veronica Lario.

Nel processo di divorzio di Berlusconi i giudici hanno applicato il principio stabilito dalla sentenza n. 16190/2017 della Corte di Cassazione, in base al quale bisogna tenere conto dell’autosufficienza del coniuge e non del precedente tenore di vita. Per cui essendo Veronica Lario indipendente economicamente (per reddito, proprietà, ecc.), non ha avuto nessuna importanza il precedente tenore di vita al fianco dell’ex Silvio Berlusconi.

A questo punto, ci si chiede: il principio previsto dalla Corte di Cassazione per i processi di divorzio (come quello di Berlusconi), vale anche per il processo di separazione e per l’assegno di mantenimento?

La Corte di Appello di Roma, con l’ordinanza del 15 dicembre 2017, ha risposto di sì. Ma questo, purtroppo, non basta: sono migliaia le sentenze che ogni mese rispondono di no.

Il mio parere è comunque di insistere con una difesa processuale determinata e forte per provare a convincere il giudice ad applicare il principio previsto per il processo di divorzio anche nel processo di separazione.

Molti principi sono nati dopo decenni di posizioni contrarie dei giudici, come è stato appunto per l’assegno di divorzio che solo adesso si basa sull’autosufficienza, mentre prima si è sempre basato sul tenore di vita.

Dalla separazione al divorzio: come pagare meno un assegno di mantenimento

Il 90% dei clienti che mi nominano loro avvocato per il divorzio in tribunale lo fanno dopo moltissimi anni di separazione. Nel corso di questo tempo, i miei clienti avranno di certo dovuto versare l’assegno di mantenimento, pagando migliaia o centinaia di euro al proprio ex.

La legge, però, prevede che tra la separazione e il divorzio debba trascorrere un certo lasso di tempo, al fine di garantire una possibile riconciliazione dei coniugi. Tale tempo è di 6 mesi dal giorno in cui ci si è presentati davanti al presidente del tribunale per la separazione consensuale o di 12 mesi per la separazione giudiziale.

Ma se la riconciliazione non è possibile e si è decisi a divorziare subito, il suggerimento è di presentare il ricorso per il divorzio il prima possibile, ovviamente dopo che la legge lo consente. Addirittura molti non sanno che è possibile presentare la domanda di divorzio anche quando è ancora in corso il processo di separazione. In questo caso, il processo di separazione continua solo per la richiesta di addebito, per l’affidamento dei figli e per le questioni economiche.

Soluzione

La strategia processuale non è conosciuta neanche da tanti avvocati, figuriamoci dai loro clienti:

Nel processo di separazione i giudici considerano ancora il criterio del tenore di vita per stabilire l’ammontare del mantenimento. In questo modo il mantenimento sarà molto elevato. Mentre nel successivo processo di divorzio l’avvocato può chiedere l’applicazione del principio della Corte di Cassazione in base al quale non conta più il tenore di vita durante il matrimonio ma l’indipendenza economica che il coniuge ha dopo la separazione (sentenza n. 11504/2017). In questo modo si otterrà un assegno divorzile più basso o pari a ZERO rispetto al precedente mantenimento. Avviando quindi il processo di divorzio il prima possibile, si potranno risparmiare migliaia di euro ogni anno.

Conclusioni


Le strategie descritte in questo articolo, possono garantirti vantaggi economici del 40 %, per una media di 2.200 euro l’anno. Inoltre considera che sono solo una parte delle strategie possibili…

Se hai quindi bisogno di un parere o di essere difeso da me, contattami nella pagina Consulenza legale, per valutare il tuo caso specifico e trovare una soluzione mirata.

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Facebook class action. Come chiedere 200 euro di risarcimento

Lo sapevi che partecipando a una Facebook class action potrai chiedere 200 euro di risarcimento? Ebbene sì, i dati personali di milioni di utenti Facebook sono stati resi pubblici senza il loro consenso.

La procedura da seguire è semplice e GRATIS! Perché si tratta di una class action promossa da Altroconsumo, la famosa associazione che difende i diritti dei consumatori.

Leggi questo articolo per scoprire come partecipare alla Facebook class action e chiedere il risarcimento.

Chi può chiedere il risarcimento?

I presupposti per partecipare alla Class action sono:

  • essere maggiorenni
  • avere un profilo Facebook attivo da qualche anno

Serve un avvocato?

Assolutamente no.

Perché la procedura verrà avviata da Altroconsumo come class action contro Facebook.

Facebook class action, come aderire senza avvocato

Quali sono i motivi di questa class action?

Facebook ha utilizzato i dati personali dei suoi utenti senza averli prima informati.

Quando molti anni fa abbiamo creato il nostro profilo su Facebook, ci è stato chiesto di accettare le condizioni del contratto. Ma in quelle condizioni non era previsto che alcune informazioni sarebbero state usate da Facebook in particolari modi per fini commerciali. Inoltre, Facebook non ci ha informato che avrebbe ceduto a terzi alcune nostre informazioni.

Questo comportamento scorretto di Facebook ha violato alcuni articoli del Codice del consumo italiano. E per la verità ha violato anche il diritto di molti altri Stati europei, come Belgio, Spagna e Portogallo, in cui altre associazioni di consumatori, insieme ad Altroconsumo, stanno portando avanti un’azione collettiva simile.

Cosa è una class action?

È un’azione collettiva promossa da consumatori o utenti che vogliono tutelare un diritto individuale che è omogeneo per tutti i partecipanti. In sostanza il singolo consumatore o utente potrebbe rivolgersi a un proprio avvocato per citare in giudizio una grande società, ma considerato che nella sua stessa posizione si trovano moltissime altre persone, tutti possono agire collettivamente.

La class action permette innanzitutto di evitare la nomina di un avvocato personale e di risparmiare i costi di un processo avviato solo per se stesso.

In genere, sarà un avvocato di un’associazione dei consumatori a occuparsi delle formalità in tribunale (notifica citazione al P.M., ecc. ), a spese della stessa associazione.

Se il Tribunale ammetterà la domanda della Facebook class action, stabilirà anche il modo in cui dovrà farsi la pubblicità per aderire all’azione. In genere con pubblicità su internet o nei giornali.

Chi vorrà aderire formalmente, dovrà semplicemente inviare un atto di adesione tramite posta elettronica certificata o semplicemente tramite fax alla cancelleria del Tribunale.

Si tratta comunque di una modalità semplicissima e senza rischi.

Ma vediamo nello specifico come aderire alla Facebook class action avviata da Altroconsumo.

 

Come partecipare alla Facebook class action

Alla fine di questo articolo ti indicherò il link per aderire gratuitamente alla Facebook class action.

Per il momento, lasciami spiegare alcune cose molto utili.

Dopo aver cliccato sul link, troverai sul lato destro della pagina il tasto REGISTRATI O ACCEDI, che dovrai cliccare.

Facebook class action, come partecipare gratis

Verrai indirizzato in una serie di pagine da compilare e alla fine dovrai indicare il tuo indirizzo mail.

A questo punto, non si tratta della vera e propria adesione alla Facebook Class action, ma dell’iscrizione all’iniziativa di Altroconsumo. Questo è molto importante, perché quando il giudice ammetterà la class action, Altroconsumo potrà inviare all’indirizzo mail che avrai indicato la pubblicità per aderire alla vera azione collettiva.

Considera che questo è un modo certo per essere aggiornato.

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Come promesso, ecco quindi la pagina per aderire alla class action.