Come diventare avvocato. Ecco 7 steps da fare

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Fare l’avvocato è di certo affascinante, ma il percorso su come diventare avvocato è molto tortuoso e difficile.

La strada per diventare avvocato in Italia può essere divisa in due fasi:

  • universitaria;
  • professionale (dal praticantato all’esame di abilitazione).

Le difficoltà per diventare avvocato sono su diversi livelli:

  • Studio. La facoltà di giurisprudenza è una delle più difficili: per la vastità dei programmi di diritto, la severità delle commissioni di esami e la complessità degli argomenti.
  • Economico. Durante la pratica forense solo in pochissimi avranno un modesto rimborso spese, perché molti studi legali approfitteranno del praticante per ottenere lavoro gratuito. Sarà quindi necessario un lavoro secondario o essere mantenuto dai genitori durante il percorso per diventare avvocato.
  • Salute. Lo studente universitario di giurisprudenza, il praticante avvocato e l’avvocato abilitato sono purtroppo tra le persone con maggiori problemi di ansia e stress. Da studente, ti basterà sentire un numero a caso mentre sei per strada e subito cercherai di ricordare l’articolo del codice corrispondente. Da avvocato, penserai ai casi dei tuoi già a colazione o la sera al cinema.
  • Concorrenza. Entrare in un mercato saturo è un problema enorme e, come di certo saprai, in Italia ci sono 250.000 avvocati. Davvero troppi. Ormai non esiste tavolo in pizzeria, comitiva in viaggio o gruppo Whatsapp che non conti anche la presenza di un avvocato. Questa concorrenza riduce il numero di potenziali clienti e abbassa soprattutto il costo della parcella legale.

Negli anni ’80-’90 diventare avvocato avrebbe aperto la strada verso una “professione sicura”, ma oggi non è più così.

Per fortuna, il mercato cambia e oggi il titolo di avvocato può essere usato per la libera professione, come un tempo, ma anche alle dipendenze delle società che, con l’aumentare della litigiosità, hanno sempre bisogno di un ufficio legale.

La professione di avvocato è anche idonea a forgiarti professionalmente e svilupparti in modo versatile, così da essere utile per l’impiego in altri campi lavorativi.

Ma vediamo in dettaglio i 7 steps su come diventare avvocato.

1. Scegli di diventare avvocato per passione e consapevolezza

Come diventare un avvocato in Italia

Non pensare di diventare avvocato per fare soldi facilmente. Non è così per il 90 % dei casi.

Si parla di circa 40.000 € di reddito medio degli avvocati italiani. Ma non illuderti, perché questa media non è una certezza per chiunque diventerà avvocato. Se un giorno avrai l’opportunità di incontrare Gilbert Collard, l’avvocato più pagato al mondo, potrai stringergli la mano. In quella stretta di mano si potrà contare un reddito medio di 29 milioni, ma dubito che anche tu avrai contribuito a formare quel meraviglioso reddito. Perché è l’avvocato Collard a fatturarne il doppio, ossia 58 milioni.

In Italia i giovani avvocati fanno fatica a produrre reddito. In parte, anche perché non sanno come fare! (ma su questo scriverò un altro post).

La difficoltà economica iniziale, e tutte le altre insidie, possono essere superate se scegli di diventare avvocato con una forte passione. Non è retorica. E se non ce l’hai, non cercare di fare l’avvocato, cerca un’altra strada.

Con questo atteggiamento, il raggiungimento dell’obiettivo sarà più agevole e avrai maggiori possibilità di farcela. Ti sarà anche più facile superare gli ostacoli e, credimi, sono molti:

  • ripetere un esame;
  • trovare difficile lo studio della procedura civile e penale;
  • non prendere la borsa di studio per mancanza di crediti sufficienti;
  • fare il praticante avvocato senza essere pagato;
  • ripetere l’esame di abilitazione alla professione forense più volte;
  • avere un titolo di avvocato ma non avere clienti.

Uno studio appassionato del diritto, una pratica legale svolta con viva partecipazione e una forte volontà sono i veri pilastri su come diventare avvocato.

2. Iscriviti alla facoltà di giurisprudenza

Università migliori per diventare avvocato
Università migliori per diventare avvocato

In Italia, l’unica facoltà idonea per diventare avvocato è quella di Giurisprudenza.

In questa facoltà, è possibile iscriversi al corso di Laurea Magistrale (durata 5 anni). Oppure iscriversi al corso di Scienze giuridiche (durate 3 anni) e, al termine, iscriversi al corso di Laurea specialistica in giurisprudenza (durata 2), in modo da completare il c.d. corso 3+2. Ma è ovvio che per chi intenda diventare avvocato è consigliabile conseguire la Laurea Magistrale. In quest’ultimo caso, sarà sufficiente una sola tesi di laurea al termine del ciclo unico, anziché conseguire 2 lauree, con 2 tesi.

Tutte le università italiane hanno la facoltà di giurisprudenza, quindi non farai fatica a trovarne una secondo le tue esigenze (costi di iscrizioni, distanza da casa per i trasporti o per l’affitto, ricerca del prestigio nel titolo).

L’università da scegliere dipenderà dalle tue aspirazioni post universitarie.

Se vuoi lavorare in grandi studi legali, con ruoli di vertice:

  • le facoltà del nord Italia sono ideali (Bologna, Modena, Milano Bicocca, Trieste, Trento). Nei colloqui di lavoro presso gli studi legali, un curriculum con l’indicazione di queste facoltà ha una “certa presa”.

Se vuoi lavorare in grandi società:

  • la facoltà di giurisprudenza della Bocconi di Milano è in vetta su tutte. Ma sono molto apprezzate anche l’Università di Bologna e di Trento.

Se vuoi fare la libera professione:

  • qualsiasi università statale italiana. Sarai tu a fare la differenza. Pensa che Henry Ford non era mica laureato in ingegneria meccanica, ma ha creato la Ford. Infatti nella libera professione di avvocato, ciò che conta è la capacità imprenditoriale dell’avvocato, oltre ovviamente a una buona preparazione.

Per lo studio, in questa pagina troverai i migliori manuali di diritto privato (per superare il primo, grande scoglio).

3. Fai la pratica forense (praticantato)

Dal giorno successivo alla laurea, è possibile iniziare la pratica forense e diventare un praticante avvocato.

Forse la pratica forense è il primo passo “pratico” su come diventare avvocato in Italia, perché è in questa fase che si tocca con mano il mondo legale (clienti, udienze, scadenze).

Ecco in cosa consiste la pratica forense:

  • svolgere un addestramento teorico e pratico;
  • imparare le capacità per esercitare la professione di avvocato;
  • apprendere come gestire uno studio legale;
  • conoscere i principi etici e le regole deontologiche dell’avvocato.

Quanto dura la pratica forense?

La durata del tirocinio per avvocato è di 18 mesi.

Se, invece, si consegue il titolo di Specializzazione presso la Scuola di Specializzazione per le professioni legali (c.d. S.S.P.L.), il periodo del tirocinio per la professione di avvocato è ridotto di 12 mesi. Peraltro, la pratica forense può essere svolta anche contestualmente alla frequenza della Scuola di Specializzazione.

Dove fare la pratica forense?

La pratica forense (c.d. praticantato) può essere svolta in diversi modi:

  • presso un avvocato (c.d. dominus) che sia iscritto all’Albo degli avvocati da almeno 5 anni, il quale può seguire un massimo di 3 praticanti. VANTAGGIO: si entra in contatto con la vera professione di avvocato e il tradizionale studio legale. SVANTAGGIO: trovare un dominus poco motivato a trasmettere la professione.
  • presso l’Avvocatura dello Stato oppure presso l’ufficio legale di un ente pubblico (es. INAIL, INPS, ecc.) per non più di 12 mesi. Ma gli ulteriori 6 dovranno essere svolti presso un avvocato. VANTAGGIO: svolgere un numero impressionante di udienze ogni giorno e occuparsi di moltissimi argomenti. SVANTAGGIO: non avere il tempo di approfondire gli argomenti trattati e svolgere la pratica forense in modo caotico;
  • presso uno Stato dell’U.E., fino a 6 mesi. VANTAGGIO: arricchimento del curriculum per cercare fortuna nel ramo del diritto internazionale. SVANTAGGIO: fare poca esperienza nelle pratiche comuni di un avvocato (sinistri stradali, separazioni).
  • presso un giudice del Tribunale, per un periodo di 12 mesi. Ma gli altri 6 mesi di pratica dovranno essere svolti presso un avvocato. Per chi scegli questa modalità di pratica forense, vi è la possibilità di una borsa di studio di € 400 al mese, sussistendo i requisiti previsti. VANTAGGIO: conoscere il diritto dalla prospettiva dei giudici, che sono spesso molto preparati nella materia. SVANTAGGIO: nessuna esperienza sul piano professionale dell’avvocato (contatto con il cliente, gestione del fascicolo di studio, approccio alla questione dalla prospettiva dell’avvocato e non del giudice).

Come fare l’iscrizione nel registro dei praticanti?

  • Scarica dal sito del Consiglio dell’ordine degli avvocati la domanda di iscrizione nel registro dei praticanti avvocati (ecco un esempio);
  • allega i documenti richiesti: domanda di iscrizione in bollo da 16 €, autocertificazione della laurea, certificato di inizio pratica rilasciata dal dominus in bollo da 16 €, ricevuta di versamento di 67 €, 2 foto tessera. Ma questo elenco può variare in base al Consiglio dell’ordine di appartenenza;
  • presenta la domanda in originale alla segreteria del Consiglio dell’Ordine degli avvocati.

Entro quale termine chiedere l’iscrizione nel registro dei praticanti?

Non è previsto un termine, perché è sempre possibile iscriversi durante tutto l’anno.

Però è opportuno iscriversi entro il 30 aprile, perché l’iscrizione oltre il predetto termine comporta un anno di ritardo per sostenere l’esame di Avvocato (es.: iscrizione 12 maggio 2020 – esame di Avvocato dicembre 2022 anziché dicembre 2021).

La pratica forense è retribuita?

No.

La legge forense prevede solo un rimborso spese (ad esempio per trasferte con mezzi di trasporto). Le eccezioni sono possibili se:

  • il dominus vorrà (facoltativamente) riconoscere delle competenze al giovane praticante. Ciò sarà possibile dopo i primi 6 mesi di pratica e con un contratto. Ma nella prassi, solo in pochi riconoscono un fisso che va dalle 200 € alle 500 €, senza contratto;
  • il praticantato è svolto presso un Tribunale e si hanno i requisiti per ottenere una borsa di studio di 400 €, in base al reddito e ad altri requisiti di merito.

Come si diventa praticante abilitato?

Dopo un anno di iscrizione nel “Registro dei praticanti”, è possibile iscriversi nel “Registro dei praticanti abilitati”.

Nel percorso su come diventare avvocato, questa iscrizione segna il confine tra la parte teorica e quella professionale. Perché solo da praticante abilitato ci si può firmare come “praticante avvocato Nome e Cognome“. Mentre prima si è semplicemente “dott.”.

Anche in questo caso, la domanda di iscrizione è reperibile sui siti del Consiglio dell’Ordine di appartenenza e va presentata in originale. Le tasse di iscrizione sono di circa 250 € ma, se si inizia ad avere qualche cliente, è conveniente agire a proprio nome e non con quello (“prestato”) del dominus. Perché è necessario tagliare il prima possibile il cordone ombelicale e avere il proprio nome sugli atti dei propri clienti.

Cosa può fare il praticante avvocato abilitato?

Il praticante avvocato abilitato può svolgere in autonomia l’attività giudiziale sia davanti al Giudice di pace, sia davanti al Tribunale in composizione monocratica.

Nelle cause civilistiche:

  • di valore inferiore a 25.822,84 € (sia relative a beni mobili sia a beni immobili);
  • possessorie e per denuncia di nuova opera o danno temuto;
  • di locazione e comodato di immobili urbani (non di competenza delle sezioni specializzate agrarie).

Nelle cause penalistiche:

Il praticante avvocato abilitato non può quindi svolgere attività in autonomia per le materie di competenza del Tribunale in composizione collegiale (per esempio, per cause di separazione e divorzio).

4. Presenta la domanda di esame avvocato per sostenere l’esame di abilitazione forense

Domanda esame di stato per diventare avvocato

Al termine della pratica forense, presenta la domanda di partecipazione all’esame di stato per diventare avvocato sul sito del Ministero di Giustizia.

Registrati inserendo tutti i dati richiesti e segui la procedura guidata.

Versa i pagamenti richiesti per partecipare all’Esame di stato per l’esercizio della professione legale:

  • tassa abilitazione alla professione forense: 12,91 €;
  • contributo spese esame di avvocato: 50,00 €;
  • marca da bollo: 16,00 €.

La prima prova scritta per l’esame di avvocato si terrà in 3 giorni consecutivi prima della metà di dicembre di ogni anno.

Generalmente, a fine luglio dell’anno successivo verranno resi noti i nomi dei candidati ammessi alla prova orale di avvocato, che generalmente si tiene tra settembre e dicembre dello stesso anno.

In definitiva, è impossibile diventare avvocato senza esame di abilitazione, come spesso si chiedono alcuni studenti.

Se stai attraversando questa fase o sei pronto per farlo, in questa pagina troverai i migliori libri per preparare l’esame orale di avvocato.

5. Iscriviti all’albo degli avvocati

Iscrizione albo avvocato

Superato l’esame di avvocato, è possibile iscriversi all’Albo degli avvocati.

La domanda va presentata al Consiglio dell’Ordine nel cui circondario si intende fissare il domicilio professionale (ecco un esempio di domanda di iscrizione all’albo avvocati).

Il costo dell’iscrizione all’albo avvocati dipende da ciascun Consiglio dell’Ordine, ma ha una media di 250 €. Per mantenere l’iscrizione, ogni anno questo pagamento andrà ripetuto.

6. Iscriviti alla Cassa Avvocati e apri la Partita IVA da avvocato

Iscrizione avvocato alla cassa forense e apertura partita iva

L’avvocato iscritto all’Albo deve curare anche l’aspetto amministrativo e fiscale per l’esercizio della professione forense.

Innanzitutto, con l’iscrizione all’Albo avvocati (a partire dal 2014) avviene anche l’iscrizione d’ufficio alla Cassa avvocati. Per cui non è necessario fare la domanda di iscrizione alla Cassa forense.

In secondo luogo, è necessario aprire la partita IVA da avvocato e non è possibile farlo on-line sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Per aprire la partita IVA da avvocato bisogna:

  • recarsi allo sportello di una qualsiasi sede dell’Agenzia delle Entrate per chiedere l’apertura della partita IVA da avvocato;
  • oppure affidati a un commercialista o CAF per delegare a loro questo compito.

Il costo per l’apertura della partita IVA per avvocato è gratis (se te ne occupi personalmente) e avviene immediatamente.

7. Scegli la libera professione di avvocato o di essere un avvocato dipendente

Il sogno di molti giovani avvocati è di esercitare la libera professione. Ma non tutti sono tagliati per farlo.

L’avvocato libero professionista deve avere certe qualità:

  • Capacità imprenditoriale. Per far crescere uno studio legale, devi avere le stesse qualità di chi sa far crescere un ristorante o un hotel. Nel senso che devi saper fare marketing per avvocati, piacere alla clientela per soddisfare i suoi bisogni, vendere la tua professionalità e convincere il cliente a sceglierti. Tutte doti che per molti non sarebbero affini a un avvocato ma che, credimi, sono strettamente connesse. Altrimenti avrai 3-4 clienti l’anno.
  • Empatia. Lo studio legale crescerà quando crescerà il numero dei clienti. Per farlo, è necessario porsi nella situazione del cliente che ha bisogno di risolvere un problema.
  • Disponibilità. Il bisogno del cliente va soddisfatto in tempi ragionevoli, altrimenti perderai, oltreché quel cliente, anche la reputazione.
  • Determinazione e forte personalità. La gestione di uno studio legale richiede una personalità decisa e determinata, sia per lavorare sulle pratiche sia per “lavorare sul cliente”, il quale ama gli avvocati risoluti. Una personalità indecisa e debole non potrà mai fare presa sulla clientela e l’avvocato sarà destinato a fallire come libero professionista.

Chi possiede queste qualità, deve tentare la strada della libera professione. Altrimenti potrebbe pentirsene dopo decine di anni alle dipendenze di altri e senza un proprio portafoglio clienti. Il lavoro alle dipendenze di altri non è certo e non è indeterminato.

Chi non possiede queste qualità, dovrà accontentarsi di lavorare dietro le quinte. Questo non significa necessariamente esercitare la professione di avvocato a un livello inferiore.

L’avvocato alle dipendenze di un grande studio legale può gestire pratiche di successo e avere un ruolo dominante all’interno dello studio stesso. Così come l’avvocato collaboratore di fiducia di uno studio legale di piccole dimensioni può essere l’artefice dei successi di un altro collega dominus.

Anche la retribuzione di un avvocato libero professionista e uno alle dipendenze di altri è soggetto a molte variabili. L’avvocato libero professionista, nei primi anni, può guadagnare molto meno di un collega alla dipendenze di un grande studio legale. Ma l’avvocato che lavora in un grande studio legale non può pensare di far crescere in modo esponenziale i propri guadagni neanche nel lungo termine.

Come diventare avvocato penalista

Per diventare avvocato penalista è sufficiente indirizzare il proprio percorso verso il diritto penale. Cioè iniziare a fare pratica presso un avvocato penalista o uno studio legale penalista e continuare a esercitare in ambito penale. In questo modo ti specializzerai sulla materia penale.

In Italia, infatti, ci si abilita a diventare “avvocato”. Con questo titolo di avvocato, si può esercitare in ambito penale, civile, amministrativo, tributario, ecc. Per cui, nulla esclude che un avvocato penalista possa patrocinare in un processo civile per locazione; oppure che un avvocato civilista possa patrocinare in processo penale per rapina.

Questo significa che:

  • non bisogna fare nessuna istanza o iscrizione per diventare avvocato penalista;
  • sarai tu a definirti “avvocato penalista” (sul sito internet, sulla targa fuori lo studio, sui bigliettini da visita);
  • puoi svolgere contemporaneamente la professione di avvocato civilista, amministrativista o penalista.

Come si diventa Avvocato dello Stato

Per diventare avvocato dello Stato bisogna supera un concorso pubblico a numero chiuso. Al concorso possono partecipare:

  • avvocati iscritti all’Albo da almeno 6 anni;
  • magistrati di tribunale;
  • professori universitari di materie giuridiche;
  • avvocati abilitati che siano dipendenti pubblici.

L’esame del concorso per diventare Avvocato dello Stato prevede quattro prove scritte e una orale, in diverse materie giuridiche.

Oggi, l’esame per diventare Avvocato dello Stato è uno dei più difficili, al pari del concorso in magistratura e notariato.

Gli Avvocati dello Stato hanno uno stipendio che parte dai 5.000 €, ecco perché molti avvocati senza clienti si interessano a questo concorso.

Conclusioni su come diventare avvocato

Adesso che hai letto i 7 passi su come diventare avvocato in Italia comprenderai che non è facile raggiungere l’obiettivo.

Ma come tutte le strade in salita, il raggiungimento del traguardo ti darà un’enorme soddisfazione.

In questo articolo su come diventare avvocato, il raggiungimento dell’obiettivo può sembrare la fine di un percorso. In realtà è solo l’inizio della professione legale.

Una professione antica, nobile, ambita, che oggi è però in crisi. La professione di avvocato è in crisi perché molti giovani avvocati la svolgono con presunzione, superficialità, incapacità e soprattutto con molta ignoranza dei principi etici e giuridici di base.

Chi arriva in questo mondo, però, può fare qualcosa per cambiarlo, anche solo per riportarlo come era un tempo.

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